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	<title>Giocolando &#187; pianoforte</title>
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	<description>colto con le mani in pasta...</description>
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		<title>A, B, C. It&#8217;s as easy as 1, 2, 3&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 19:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bru</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impara l'Arte...]]></category>
		<category><![CDATA[Passo dopo passo]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Musica. È una di quelle cose di cui non ti liberi facilmente. Non se per un tempo, nei pomeriggi dopo la scuola o nelle serate tra amici, sotto un impassibile occhio di bue o intorno ai fuochi estivi, le hai lasciato condurre il gioco; non se lei ti ha mostrato i germogli di una melodia sbocciare in fragranti composizioni, se hai assaporato l&#8217;equilibrio instabile di una fuga risolversi intuitivamente oltre le rapide degli stretti, se ascoltando una traccia hai percepito lo spettro arcobaleno scintillare e ricomporsi in un blues. Non importa quando, o per quanto.</p>
<p>La puoi scartare per una mano o due, forse, ma prima o poi tornerà nel mazzo e, per quanta maestria e veemenza impieghi nel mischiare le carte, ri-emergerà.<br />
Prima timidamente, tra le righe, nelle note a margine, poi con sempre più prepotenza si impadronirà delle scena: nei toni, nelle citazioni, nei <a href="http://codewitch.org/it/2009/02/09/facebook-in-la-minore-7°/">titoli</a>.</p>
<p>Fino al punto in cui ascoltarla non ti basterà più.<br />
Allora, potresti sorprenderti a pensare di riprendere in mano lo strumento che ti accompagnò sul palco, e che poi per dieci anni ha rivestito il ruolo di polveroso soprammobile.<br />
O forse la chitarra che, appoggiata in un angolo, ti è servita di tanto in tanto come sfogo &#8220;rapido&#8221;, per dare temporaneamente voce all&#8217;estro o al desiderio di poesia e sedare i demoni.<br />
Oppure, spinto dalla curiosità, attratto dalla sfida, decidere che è giunto il tempo di esplorare un territorio nuovo:</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/bru/3319300502"><img class="aligncenter" title="Ebony &amp; Ivory" src="http://farm4.static.flickr.com/3437/3319300502_1298e7e8f7.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Perché il pianoforte (o, per essere precisi, tastiera midi, ma su questo torneremo in futuro)?</p>
<ol>
<li>È uno strumento armonico (in breve può riprodurre più note alla volta, vedi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Armonia_(musica)">qui</a> per i dettagli)</li>
<li>Lo puoi suonare anche col raffreddore (a differenza dei fiati)</li>
<li>Costituisce un pezzo di mobilia notevole (a differenza della chitarra, anche se questa può essere un&#8217;ottima alternativa ad un quadro)</li>
<li>L&#8217;indipendenza delle mani nel piano è affascinante: mentre in tutti gli altri strumenti (eccezion fatta per le percussioni)  queste collaborano alla generazione di una o più note (ad es. negli strumenti a corda la sinistra decide la/le nota/e, la destra applica ritmo ed espressione), nel piano l&#8217;una può sviluppare un tema totalmente diverso dall&#8217;altra, come due voci in una conversazione.</li>
</ol>
<p>Detto questo, ecco le osservazioni dei primi due giorni di esperimenti:</p>
<p><strong>Apnea &amp; altre abitudini</strong></p>
<p>Se per una decina d&#8217;anni &#8220;fare musica&#8221; ha significato soffiare in un tubo (di legno o ottone, poco importa), cominciando  ad articolare semplici melodie sulla tastiera, ti ritroverai a trattenere il respiro durante le note e prendere fiato durante le pause. Pessima abitudine: un&#8217;altra cosa di cui ti renderai conto abbastanza in fretta è che i pezzi per fiati sono (generalmente) costruiti assecondando questa necessità (respirare), così non è  per i pezzi scritti per altri strumenti.</p>
<p><strong>Location, location, location!</strong></p>
<p>Una buona impostazione è fondamentale: durante la prima serata ho cercato di riprodurre melodie più o meno semplici, finendo sistematicamente con le dita ingarbugliate dopo poche battute. Oggi ho ceduto all&#8217;orgoglio e ho sfogliato i primi capitoli di un manuale per principianti, scoprendo le (sorprendentemente) poche nozioni fondamentali che mi hanno permesso di:<br />
a. fare esercizi per ore senza crampi<br />
b. ottenere un minimo di soddisfazione riuscendo effettivamente a suonare un pezzo da cima a fondo<br />
c. accendere una lampadina e capire il perché di alcuni passaggi nei componimenti elementari (l&#8217;equivalente delle pause nei pezzi per fiati).</p>
<p><strong>La magia del plug&#8217;n'play</strong></p>
<p>Il fatto di potersi sedere alla tastiera e suonare (senza dover montare lo strumento, accordarlo, scaldarlo o altro) non ha prezzo.</p>
<p><strong>Per i più curiosi: note geek</strong></p>
<p>Quella nella foto (che poi è la stessa che troneggia in soggiorno) è una <a href="http://www.m-audio.com/products/en_us/KeystationPro88.html">M-Audio keystation pro 88</a>.<br />
Trattasi di un controller <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Musical_Instrument_Digital_Interface">MIDI</a> e quindi, di per se, muto. Il lato positivo di questo modello è che basta un cavo USB per alimentarlo e collegarlo ad un programma audio (personalmente sto usando <a href="http://www.apple.com/ilife/garageband/">GarageBand</a>, il pianoforte non è male). Trattandosi poi di un componente MIDI esiste un universo di sintetizzatori, campioni ecc. coi quale riprodurre potenzialmente infiniti timbri / strumenti (io sto giocando con <a href="http://www.u-he.com/zebra/">Zebra</a>, affascinante).<br />
Gli 88 tasti sono pesati, quindi sia le dimensioni che la sensazione al tatto sono molto, molto simili a quelle di un pianoforte acustico, che era poi la cosa che mi interessava di più. Ah, ci sono anche un numero spropositato di potenziometri in forma di rotelle e slider, prima o poi esplorerò anche quelli ;)</p>
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