Musica. È una di quelle cose di cui non ti liberi facilmente. Non se per un tempo, nei pomeriggi dopo la scuola o nelle serate tra amici, sotto un impassibile occhio di bue o intorno ai fuochi estivi, le hai lasciato condurre il gioco; non se lei ti ha mostrato i germogli di una melodia sbocciare in fragranti composizioni, se hai assaporato l’equilibrio instabile di una fuga risolversi intuitivamente oltre le rapide degli stretti, se ascoltando una traccia hai percepito lo spettro arcobaleno scintillare e ricomporsi in un blues. Non importa quando, o per quanto.
La puoi scartare per una mano o due, forse, ma prima o poi tornerà nel mazzo e, per quanta maestria e veemenza impieghi nel mischiare le carte, ri-emergerà.
Prima timidamente, tra le righe, nelle note a margine, poi con sempre più prepotenza si impadronirà delle scena: nei toni, nelle citazioni, nei titoli.
Fino al punto in cui ascoltarla non ti basterà più.
Allora, potresti sorprenderti a pensare di riprendere in mano lo strumento che ti accompagnò sul palco, e che poi per dieci anni ha rivestito il ruolo di polveroso soprammobile.
O forse la chitarra che, appoggiata in un angolo, ti è servita di tanto in tanto come sfogo “rapido”, per dare temporaneamente voce all’estro o al desiderio di poesia e sedare i demoni.
Oppure, spinto dalla curiosità, attratto dalla sfida, decidere che è giunto il tempo di esplorare un territorio nuovo:
Perché il pianoforte (o, per essere precisi, tastiera midi, ma su questo torneremo in futuro)?
- È uno strumento armonico (in breve può riprodurre più note alla volta, vedi qui per i dettagli)
- Lo puoi suonare anche col raffreddore (a differenza dei fiati)
- Costituisce un pezzo di mobilia notevole (a differenza della chitarra, anche se questa può essere un’ottima alternativa ad un quadro)
- L’indipendenza delle mani nel piano è affascinante: mentre in tutti gli altri strumenti (eccezion fatta per le percussioni) queste collaborano alla generazione di una o più note (ad es. negli strumenti a corda la sinistra decide la/le nota/e, la destra applica ritmo ed espressione), nel piano l’una può sviluppare un tema totalmente diverso dall’altra, come due voci in una conversazione.
Detto questo, ecco le osservazioni dei primi due giorni di esperimenti:
Apnea & altre abitudini
Se per una decina d’anni “fare musica” ha significato soffiare in un tubo (di legno o ottone, poco importa), cominciando ad articolare semplici melodie sulla tastiera, ti ritroverai a trattenere il respiro durante le note e prendere fiato durante le pause. Pessima abitudine: un’altra cosa di cui ti renderai conto abbastanza in fretta è che i pezzi per fiati sono (generalmente) costruiti assecondando questa necessità (respirare), così non è per i pezzi scritti per altri strumenti.
Location, location, location!
Una buona impostazione è fondamentale: durante la prima serata ho cercato di riprodurre melodie più o meno semplici, finendo sistematicamente con le dita ingarbugliate dopo poche battute. Oggi ho ceduto all’orgoglio e ho sfogliato i primi capitoli di un manuale per principianti, scoprendo le (sorprendentemente) poche nozioni fondamentali che mi hanno permesso di:
a. fare esercizi per ore senza crampi
b. ottenere un minimo di soddisfazione riuscendo effettivamente a suonare un pezzo da cima a fondo
c. accendere una lampadina e capire il perché di alcuni passaggi nei componimenti elementari (l’equivalente delle pause nei pezzi per fiati).
La magia del plug’n'play
Il fatto di potersi sedere alla tastiera e suonare (senza dover montare lo strumento, accordarlo, scaldarlo o altro) non ha prezzo.
Per i più curiosi: note geek
Quella nella foto (che poi è la stessa che troneggia in soggiorno) è una M-Audio keystation pro 88.
Trattasi di un controller MIDI e quindi, di per se, muto. Il lato positivo di questo modello è che basta un cavo USB per alimentarlo e collegarlo ad un programma audio (personalmente sto usando GarageBand, il pianoforte non è male). Trattandosi poi di un componente MIDI esiste un universo di sintetizzatori, campioni ecc. coi quale riprodurre potenzialmente infiniti timbri / strumenti (io sto giocando con Zebra, affascinante).
Gli 88 tasti sono pesati, quindi sia le dimensioni che la sensazione al tatto sono molto, molto simili a quelle di un pianoforte acustico, che era poi la cosa che mi interessava di più. Ah, ci sono anche un numero spropositato di potenziometri in forma di rotelle e slider, prima o poi esplorerò anche quelli ;)


