Ok, questo post fa il paio con quello precedente. Se non li sviluppo in modo appropriato entro domani, qualcuno mi sgridi please.
Allora, l’idea è che mi sembra ci sia la tendenza generale ad assumere che la contrazione dell’atomo di comunicazione (libro -> articolo -> post -> tweet) faciliti il consumo e la digestione dell’informazione in esso contenuta.
Beh, sto osservando in questo periodo che come coi libri, che all’inizio leggevo nel dettaglio, passando poi a tendere a “scorrere” il testo, sono passato ad applicare nel tempo lo stesso comportamento agli articoli, poi ai post, ed ora è raro che legga un tweet dall’inizio alla fine: di solito semplicemente scorro la lista, prendo nota mentale delle “facce” attive nella conversazione, e mi soffermo sulle parole chiave che catturano la mia attenzione.
Suppongo abbia a che fare con la saturazione del canale. Ci dormo su.