Tag Archive for 'dopplr'

Segnali (sub)liminali e interfacce

Chattavo ieri sera con Folletto facendogli notare quanto mi piacesse il piccolo, criptico badge colorato in testa alla pagina.
Mi ha fatto notare che forse è un po’ “troppo” criptico, così ho pensato di dedicargli almeno un post ;)

È lì da un po’, e la maggior parte dei visitatori casuali di questo sito probabilmente l’ha semplicemente ignorato.
Per una certa categoria di visitatori, tuttavia, è un contrassegno evidente: si tratta infatti del badge di Dopplr, e ha la caratteristica di rappresentare la sequenza delle città “rilevanti” per il viaggiatore in questione (ogni città è associata ad un codice cromatico).
Sorvolerò al momento sul fatto di quanto mi piaccia l’idea che un logo possa essere al tempo stesso un brand e un oggetto “unico” e personale
Tornando al badge quindi, è in realtà un “segnale in codice”, mirato a chi, in quanto utente “sgamato” di dopplr e quindi (si presuppone) viaggiatore, potrebbe notare nel codice una coincidenza con uno dei suoi viaggi, indagare oltre, ponderare un incontro.

Dopplr utilizza estensivamente il codice cromatico per tutte le informazioni che appartengono al “contesto” di una città, comprese le icone degli utenti che vi si trovano al momento.
L’effetto, anche qui percepibile oltre una certa soglia di contatti, è quello di avere, a colpo d’occhio, una panoramica della distribuzione geografica dei propri contatti:

Contesto cromatico su Dopplr

È un po’ l’effetto che ero uso fare dalla pagina “contatti” di Flickr (dimmi cosa vedi, ti dirò dove sei), ma più ad alto livello e mirata specificamente alla posizione geografica.

Hmm, detto questo me ne torno a seguire il backchannel di LIFT08 (con un po’ di invidia per i presenti) e a cercare di chiudere una settimana infernale (ma tanto è la norma).

サようなら

Chiaccherando con Matt Biddulph

Mercoledì scorso mi son ritrovato ad assistere Feba durante un’intervista a Matt Biddulph (CTO di dopplr), quelli che seguono sono alcuni passaggi che ho trovato particolarmente significativi, mentre per un resoconto più completo vi consiglio di fare riferimento ai post della socia.

L’origine di dopplr

Dopplr è stata messa in piedi da persone con un “day job”. La maggior parte del processo creativo, le prime fasi di design dell’applicazione, nonché il primo prototipo funzionale sono stati sviluppati nel giro di un weekend.

L’affitto dell’appartamento dove si è svolto questo weekend di brainstorming è stato l’unico costo sostenuto per dopplr fino a quel momento.
Lo sviluppo di Dopplr avviene utilizzando la metodologia Agile, e le release vengono solitamente identificate con il nome della città che ospiterà la prossima conferenza (a cui Matt e compagni partecipano con cadenza grossomodo mensile). Ciò serve, tra l’altro, a mantenere il team aggiornato e motivato (è bello anche per gli sviluppatori sapere di lavorare su feature sempre nuove), nonché a dare un ritmo allo sviluppo attraverso milestone improrogabili. Inoltre le conferenze sono ottimi momenti per annunciare le nuove feature!

Dopplr and open source

Il valore delle aziende di software si sta spostando dal puro codice al patrimonio (anche storico) delle informazioni gestite: Google potrebbe probabilmente oggi rilasciare i dettagli del suo algoritmo di ricerca senza dover temere alcuna competizione immediata, questo perché la grande G ha alle spalle 10 anni di esperienza e di dati sui comportamenti degli utenti e sulle modalità di ricerca. Inoltre, chiunque abbia lavorato in un’azienda informatica di medie dimensioni sa che il software è sempre troppo poco documentato, raffazzonato e/o specifico per essere riutilizzato semplicemente “così com’è”.
Rilasciare librerie e “pezzi di software” (come Matt ha fatto, ad esempio, nel caso dell’identity matcher) ti consente non solo di beneficiare del supporto e del contributo altrui, condividendone i vantaggi (o ottenendo prezioso feedback), ma funziona come proposito, con l’effetto di contribuire a modellare il mercato e quindi gli strumenti stessi nella “tua” direzione. Un esempio lampante è OpenID, sistema di autenticazione universale introdotto “dal basso”, con dovizia di dettagli tecnici e con un considerevole bagaglio di esempi di implementazione e di casi d’uso, e oggi (a distanza di pochi mesi) adottato anche dai “pezzi grossi” (Yahoo! e Google giusto per citare gli ultimi arrivi della settimana).

Consigli per chi vuole avviare una web startup (in Europa)

. Fai qualcosa che sai fare
. Fai qualcosa che userai / di cui avrai bisogno tu stesso
. Non passare mesi a sognare, fallo e basta. Puoi anche partire con un mashup che aggiunga valore a ciò che già esiste.
. Confrontati subito con il tuo mercato. Se devi fallire, fallo in fretta.
. Se sei a Londra, resta in contatto diretto con San Francisco: vai lì, partecipa agli eventi, alle cene, fai vedere la faccia in giro. Se non sei a Londra, resta in contatto con Londra prima e attraverso di essa con San Francisco.