Archive for the 'Geekerie' Category

eeepiphany

C’è nebbia, fuori. Alessandria la immagino sempre così: stretta nel suo manto d’oblio, sorda al mondo, ipocondriaca, squisitamente snob. Alzo gli occhi dall’eee che mi ha accompagnato a casa, quella 1.0, e osservo la campana a vento appesa sopra al mio letto d’infanzia dondolare, l’escursione sufficiente ad animare la stella/pendolo, ma non a far emettere suono alla struttura. Sento il sopracciglio sinistro sollevarsi interrogativamente, quando noto che anche lo specchio di Lupo Alberto, cimelio di una manciata di compleanni bisestili fa, sta oscillando.

Ricordo la stazione Centrale di Milano, oggi pomeriggio, e la folla che osserva tra l’ansioso ed il rassegnato il tabellone delle partenze, testimoniare che l’Alta Velocità è stata sospesa a poche ore dalla nascita, la verginità compromessa da un prurito tellurico. Alle mie spalle, un viaggiatore-wanna-be sentenzia con cadenza brianzola “fichissima la nuova stazione, peccato non funzioni un cazzo”.

“Assestamento”, penso, senza staccare le dita dalla piccola tastiera. Pochi istanti dopo dallo schermo fanno eco le armoniche che si sono propagate nel ciberspazio. Divertito, sorrido.

WakeMe.At

Breve brevissimo, quasi telegrafico, vado senz’altro a scrivervi che uno dei motivi per cui non ho blogorreggiato molto nell’ultimo periodo è che stavo dedicando parte del tempo libero allo sviluppo di WakeMe.At, un piccolo, tenero e simpatico esperimento di social network “geografica”. Per saperne di più, c’è un post + o – esaustivo su Chaos’N'Coffee, oppure potete sentirvi fortunati e andare dritti a chiedere un invito per la beta (vale anche lasciare un commento ;) ).

Buon divertimento!!!

La curiosità del Nerd – commenti

Ma, nel luglio del 2008, come faccio a tracciare le conversazioni a cui ho partecipato o sto partecipando?
Non dico tutto quello che sta accadendo in un contesto (per quello c’è, ad esempio, BlogBabel). Dico quelle dove ho commentato, e che magari si riattivano a distanza di tempo.

La mail di followup è un’opzione, certo, ma non ce l’hanno tutti (io ad esempio mi dimentico sempre di installare il plugin, magari stasera lo faccio). Dovremmo spingere questa opzione?
CoComment c’è ancora? l’ultima volta che ho verificato il design era un po’ fermo al 2004 e boh, non mi sembra abbiano “scalato” molto (i top commenter hanno poche migliaia di conversazioni tracciate).
Gli rss per i commenti sono simpatici ma, sul serio, non credo di avere la pazienza di mettermi ad aggiungere feed all’aggregatore e poi toglierli dopo un tot. nah.

Oh, certo, FriendFeed e Facebook danno una mano, ma è, come dire, faticoso starci dietro. Personalmente mi ritrovo ad usarli come generatori di una sorta di Muzak della Rete.

Archivio di Repubblica. Fico ma…

Leggo da Mantellini che Repubblica ha messo online l’archivio dei suoi articoli dal 1984.
Fichissimo, mi fiondo a vedere. Ciò che segue è la cronaca della mia esperienza.

L’articolo di presentazione è lungo e dettagliato, lo scorro rapidamente e, primo dubbio, non vedo link.
Ritorno all’inizio e leggo effettivamente l’articolo (beh, almeno i primi 160 caratteri) e capisco che l’interfaccia verso l’archivio è il campo ricerca. Hmm, peccato, un’occasione persa: per una volta sarebbe stato bello, trattandosi di un archivio storico, provare ad estrapolare meta-dati dalle notizie, o anche semplicemente dare un’idea della mole di informazioni gestite attraverso un sistema di indicizzazione per data o argomento.
Va beh, penso, qualcuno lo farà presto utilizzando le API… uhm, no, niente di aperto, almeno per il momento.

ok, dai, chi se ne frega delle API, dopotutto è una sega mentale da geek. Proviamo piuttosto ad usufruire del servizio e trarre vantaggio dalle caratteristiche annunciate nell’articolo.
Tra il 1984 e oggi, vediamo… “muro di berlino” dovrebbe andare.

Fase 1, la Ricerca inteligente

Un archivio, ma anche qualcosa di più: uno strumento di ricerca intelligente che fornisce risposte organizzate secondo una logica giornalistica

Vediamo… 4465 risultati. Mica male!

  • Primo risultato: cronaca nera del 2007; hmm…
  • Secondo risultato: “Come il muro di Berlino il gasometro regalato in pezzi”, 2007; :-/
  • Terzo risultato: “Inversi porta in scena Berlino dopo il Muro”, 2007; meh…

Mi viene un dubbio: starò ordinando per data… e invece no, giustamente la scelta di default è Ordina per rilevanza. Per curiosità scorro la lista, e con un po’ di disappunto non trovo nessun articolo del 1989. Li trovo però in seconda pagina, poteva andare peggio. Ma magari non sto utilizzando al meglio gli altri strumenti messi a disposizione…

Torniamo all’articolo introduttivo:

appare subito, nelle colonna di sinistra, la possibilità di “raffinare” la ricerca attraverso quattro fattori che ricordano almeno tre delle cinque “w” che stanno alla base del buon giornalismo

Colto da un’improvviso crollo di fede nei Principia Mathematica, mi alzo e vado a prepararmi un caffé, ormai convinto che la missione sia più ardua del previsto.

Dicevamo? La colonna di sinistra, giusto.
C’è una sezione Periodo, fantastico. Inoltre noto che ‘è un numero tra parentesi, presumibilmente i risultati per quel dato anno, o forse il numero di articoli presenti in archivio per quel periodo. Faccio rapidamente un’altra ricerca (Bilbo, che spero dia risultati piuttosto differenti) e verifico con piacere che il numero tra parentesi cambia: ora so che rappresenta i risultati per quel periodo / termine.
Hey ma… sono visualizzati solo gli ultimi 5 anni (ovviamente in ordine cronologico inverso)! Fortunatamente ci sono solo 25 anni di storico, per cui cliccando su “altri 20″ trovo che la lista si espande e ho a disposizione l’intera vita dell’archivio. Surprise surprise, il 1990 conduce con 348 articoli, mentre il 1989 è a quota 269 (nota di contesto: il muro è stato abbattuto il 9/11/1989) ecco che tornerebbe utile uno di quei sistemi alternativi di visualizzazione tipo, che so, un fantascientifico grafo:

Ta-daaa! Forse che a fine 1989 sia successo qualcosa di particolarmente topico per questa chiave di ricerca, e che quindi gli articoli di quel periodo siano più rilevanti della storia del gasometro del 2007? Tra parentesi, ecco emergere da questa semplice visualizzazione un meta-dato interessante: il “meme” muro-di-berlino è esploso DOPO che il muro, fisicamente, ha cessato di esistere…

In tutto questo, trovo che l’iniziativa di Repubblica sia notevole. A loro farei solo l’appunto che, invece che semplicemente “adattarsi” al Web (o alla comunicazione) così come lo conosciamo ora, sarebbe bello ogni tanto vedere nei media tradizionali il desiderio e il coraggio di osare un po’: dare modo ad esempio ai lettori di “giocare” con gli archivi attraverso qualche semplice API. Non sareste neanche i primi, BBC ha aperto la strada con backstage qualche anno fa…
A Kataweb (che ha realizzato l’interfaccia dell’archivio) suggerirei invece che un motore di ricerca ed un archivio storico son due cose un po’ diverse e che i criteri di rilevanza, in primis possono variare sensibilmente. Nota: ho scritto questo post perché l’articolo su Repubblica.it si conclude dicendo che

“L’archivio e la ricerca sono adesso alla portata di tutti. Col tempo verranno affinati e allargati per diventare uno strumento sempre più affidabile per il lettore e il ricercatore. “

e anche se non credo che queste righe arriveranno a Repubblica, mi piace pensare che, magari di “sponda”, possano risultare di qualche utilità.

Filo per tenere traccia delle letture impegnative

Ormai qualche mese Marco Arment, uno degli sviluppatori di Tumblr, rilasciava un semplice servizio web piuttosto interessante: instapaper.
Ne scrissi già a suo tempo, palesando alcune perplessità sulle scelte effettuate da Instapaper.
Poco dopo mi capitò di avere un paio di pomeriggi liberi e siccome l’applicazione è piuttosto semplice decisi di provare a riscriverla applicando alcune modifiche, in particolare:
* un feed RSS “attivo” (vedi oltre)
* una versione per iPhone/iPod che si presenti come un’applicazione nativa
* interfaccia localizzabile

La prima versione “alpha” risale ai giorni del TorinoBarcamp, dopodiché lavoro, vita e pigrizia hanno preso il sopravvento e per un bel po’ il progetto è stato accantonato.
Poi, in occasione dell’ExperienceCamp, ho ricevuto un paio di impressioni che mi hanno spinto a rimboccarmi le maniche e cercare di rendere presentabile il progetto.
Già che c’ero, ho pensato che sarebbe stato bello sperimentare la procedura di registrazione “semplificata” proposta da Folletto in occasione dello stesso ExperienceCamp.

Ed ecco che finalmente, complici un paio di voli, Filo è pronto per una beta pubblica :)

filo logo

Vorrei ribadire che questo non vuole essere un ammazza facebook: è un gioco nato per curiosità personale e costato quasi zero in termini di tempo e risorse. Tuttavia, in quanto tale, si presta molto bene a sperimentazioni sviluppi.
Filo ha uno spazietto su google code dove è possibile notificare problemi o richiedere nuove funzionalità, per cui se vi viene in mente qualcosa che considerate valga la pena di implementare, se trovate qualche errore (ce ne sono parecchi, credetemi), o se identificate qualche campo di miglioramenti, sentitevi liberi di aprire un ticket.

Quelle che seguono sono le caratteristiche principali di Filo, i suoi difetti attuali ed alcune delle propsettive per il futuro.

Continue reading ‘Filo per tenere traccia delle letture impegnative’

Leggere Wikipedia Offline

Non so voi, ma personalmente sono un avido lettore di wikipedia. Non sempre concordo con il suo punto di vista neutrale, ma questa è un’altra storia :)

Dicevo, wikipedia. Mi capita spesso di cominciare a leggere una voce e doverla scorrere in fretta, o non poterla finire subito. Non so quante volte, ad esempio, ho provato ad arrivare in fondo all’articolo su Torino :)

Ora, per una soluzione generale, qualche tempo fa ho smanettato un po’ con Filo (mai annunciato ufficialmente, un po’ perché sono pigro e un po’ perché mi piacerebbe modificare un paio di cosette ancora), ma se vi interessa solo l’enciclopedia libera e usate navigare con firefox, una soluzione può essere affidarsi a GearsMonkey. Gli ingredienti sono Google Gears (un estensione made in Google per “salvare” all’interno del browser dati provenienti da siti web, in modo da rendere possibile la consultazione offline) e GreaseMonkey (un’estensione per Firefox che permette di aggiungere funzionalità ad un sito “iniettando” del codice javascript).

L’articolo che ho linkato spiega nel dettaglio l’intera procedura, che tuttavia funziona solo per la wikipedia inglese… se vi interessa applicare questo meccanismo alla versione italiana, potete usare invece questa versione dello script

Buona lettura! :)

wikipediaoffline.jpg

Nevicano Post-it, tra paccottiglia tecnologica e tecnologismi paccologici

Disclaimer: Questo è un post di/ad aggiornamento casuale sullo stato corrente della mia dipendenza da alta tecnologia.

Un paio di venerdì fa gironzolavo per Gatwick in attesa del volo (in ritardo cronico) e, sorpresomi ad armeggiare con malcelata goffitudine tra iPod, fotocamera digitale, Palm, macbook e relativi cavi/cavetti, espansioni, batterie, prese ed adattatori, mi dissi preoccupato della mia stessa “gargoyle-izzazione”.

10′ e 33″ dopo, dell’aereo non c’era ancora traccia, mentre il sottoscritto, in preda ad un curioso rimpallo di coscienza, si era aggiudicato un nuovo giocattolo.

Il piccoletto (battezzato, per i curiosi del genere, 09f9) si è rivelato particolarmente tosto: regge egregiamente skype in audio/video, ha tempi di boot comparabili ad un cellulare (la memoria di massa a stato solido aiuta) e, con 3 USB ed un lettore di SD integrato, è di gran lunga più integrabile dell’altro laptop con memoria a stato solido di cui si parla ultimamente.
Ultima nota, per gli aspiranti piccoli hacker: la scheda wifi dell’eee è notevole, e non dico altro :)

Tra gli aspetti migliorabili: la tastiera, alla quale col tempo ci si abitua, è vero, ma resta l’impressione che sia stata generata da un incubo infantile di Dvorak; il trackpad, che fa davvero tanto giocattolo Fisher Price; lo schermo, prodigioso per il prezzo che ha l’ambaradan, ma comunque troppo piccolo per la maggior parte delle applicazioni (imparerete ad amare la modalità full screen).

Fine primo capitolo.
Secondo capitolo.
Oggi arrivo in ufficio dopo un’assenza prolungata causa rapimento del sottoscritto da parte di un cliente particolarmente affezionato, e trovo sulla scrivania l’upgrade. Bye bye al blackbook più buggato della storia, ora potrò finalmente ruotare le foto dal trackpad! Woo-hooo!

Scherzi a parte, per il momento ho avuto modo di fare poco più che scartare il pacco regalo e installare quella manciata di applicazioni indispensabili… appena trovo il tempo di ricaricare WoW vi faccio sapere :)
Oh, e ho avuto problemi ad installare MySQL, la versione “ufficiale“. Non ho ancora indagato, ma semplicemente non parte. Amen, toccherà fare a mano.

Sempre in tema gadget e tecnologia, non vedo l’ora di smanettare con Arduino. Sono ormai diverse settimane che attendo con impazienza il workshop del prossimo weekend, pensando a cosa mi piacerebbe costruire con questa specie di LEGO Mindstorm troppo cresciuto… specie dopo aver visto dal vivo le prodezze di OpenSpime :)

Per finire la carrellata, chiedo scusa a chi ha provato a commentare invano negli ultimi post. Questo blog gira sulla versione di sviluppo di Wordpress (che si sta facendo veramente interessante), per cui accade spesso che le funzioni si “rompano” a causa di un aggiornamento un po’ frettoloso da parte di qualche sviluppatore.
È un po’ come giocare alla roulette russa, senza il rischio di farsi del male (che diciamocelo, se anche il blog dovesse smaterializzarsi, non sarebbe poi una grande tragedia ;) ), e col vantaggio di poter imbattersi in anteprima in qualche funzionalità interessante.

P.S.: se siete arrivati a leggere fino a qui, probabilmente potrebbe piacervi questo libro (che non ho idea se sia stato tradotto in Italia). Romanzo di fanta politica (molto fanta, di politica ci sono solo FBI, CIA, DoD e NSA che si pestano i piedi a vicenda) a sfondo pesantemente hi-tech, con largo uso di vocabolario specialistico, riferimenti e citazioni di genere. Manca della raffinatezza e dello stile di un Cryptonomicon, ma proprio per questo potrebbe risultare più immediato / divertente.

MyMiniCity, simulatore “passivo” di città sul web

Oggi sono capitato per la prima volta su MyMinyCity.
A prima vista sono rimasto un po’ shockato dalla grafica tutt’altro che sobria e da quello che sembrava essere l’ennesimo “costruisci il tuo personale avatar / pet / whatever (in questo caso città)”.

Poi sono tornato indietro. Questo gioco contiene alcune notevoli finezze che mi hanno convinto a parlarvene.

Cos’è MyMiniCity
MyMiniCity è una simulazione di città, in stile SimCity.
Da SimCity eredita anche la visualizzazione in isometrica, e probabilmente qualcuno dei parametri (mai stato un gran giocatore di strategici ;) ).
Ma questa è solo l’apparenza; le caratteristiche fondamentali di myminicity sono quelle di essere: passivo, anonimo e collaborativo.

Un gioco passivo
azioni caffeinaL’unica azione essenziale per cominciare una partita in myminicity è quella di fondare una città.
Io ad esempio ho scelto Caffeina.
Da quel momento in poi il gioco procede in modo autonomo, non ci sono infatti “comandi” diretti da dare sul sito. L’unico input è costituito dal traffico web:

più accessi web = più risorse

finito.
All’inizio del gioco tutte le risorse sono volte ad aumentare la popolazione, ma successivamente, per mantenere “sana” la città, è necessario differenziare gli investimenti su specifici aspetti come industria, trasporti, sicurezza. A tale scopo vengono progressivamente “sbloccati” degli url che funzionano con lo stesso meccanismo visite/risorse.

Un gioco anonimo
L’altra caratteristica interessante di MyMiniCity è che le città non “appartengono” a nessuno. Non ci sono password, non c’è scritto da nessuna parte il nome del fondatore, nulla.
In questo assomigliano molto alle città vere: il fondatore può influenzare il battesimo della città, ma poi essa si svilupperà in maniera indipendente.
Esiste un “bollettino” tuttavia (anche esportabile in RSS tra l’altro) che serve a lasciare messaggi agli altri “abitanti” e che quindi concorre a creare una sorta di opinione pubblica, o di spirito dei tempi.

A proposito, sono andato a curiosare nella maggiore mini-città italiana e sono rimasto un poco disgustato, ma questa è un’altra storia…
sociologia spam

Un gioco collaborativo
Ogni visitatore può dare il suo contributo al massimo una volta al giorno. Ciò significa che per far crescere rigogliosamente una città è necessario l’impegno costante di una comunità sempre crescente di persone. In alternativa, certo si può sfruttare l’approccio spem-driven di cui sopra, ma soprassiederei…

Considerazioni e un invito
Ci sono alcune cose che mi piacciono e altre meno in questo gioco.
In generale, i giochi passivi mi interessano molto:
PMOG, ad esempio, è un gioco costruito sul “tracciato delle nostre peregrinazioni sul web”: in pratica (grazie ad un’estensione per firefox) trasforma il web in una specie di enorme labirinto / MMO dove i giocatori possono darsi battaglia, scovare tesori, attaccare siti web, ecc.
Un altro esempio è hackfight, il “picchiaduro passivo” cui abbiamo dato vita durante l’hackday.
Il fatto è che sia hackfight che pmog sono in realtà scuse per aiutare i giocatori a migliorare la loro interazione con il web, stabiliscono una metrica qualitativa. MyMiniCity al contrario si focalizza sulla pura stima quantitativa (leggi lo spam viene premiato).

Anche il fatto che il gioco sia totalmente anonimo mi diverte, ma d’altro canto temo che non si stabilisca un sufficiente senso d’appartenenza per far tornare visitatori curiosi a meno che: 1) siano effettivamente curiosi di seguire gli sviluppi della metropoli o 2) siano spammer (vedi sopra) a caccia di link reciproci.

Oh poi ci sono le curiosità: la terza città italiana per risorse è Asti. Ora, non so se avete presente com’è Asti, quella vera… su myminicity appare così:
asti myminicity
niente, mi faceva sorridere, ecco.

Per finire, vi faccio una proposta: vogliamo vedere come prosegue il gioco? Caffeina è lì, appartiene a tutti, è una città sveglia e decidete voi dove mettere le risorse, niente ribaltoni né senatori morti sputati. Personalmente sono solo curioso di vedere come crescono le casette :)

Metafore ludiche e specchi di coscienza

Archivio TumblrN.B.:Fantastico, wordpress mi si è mangiato il post (sì ok, colpa mia che uso la versione bleeding-edge-alpha-non-provarci-neppure), però che palle… ora vedo di recuperarlo, pazientate gente, pazientate…

[...]

dicevo, che mi capitava di scorrere le istantanee immortalate oggi sul tumblr e, ecco, noto un certo pattern. Rivediamole assieme:
. QRKillgioco metropolitano / mobile che prevede l’uso di cellulari cameramuniti e codici a barre 2D
. Passagegioco straordinario dalle innumerevoli finezze che descrive una (la) vita in 5 minuti.
. Foto still life ispirate al gioco Katamari Damashii
. Diagramma della vita segreta di un post


ok, non ho saputo resistere

a dire la mia sul macbook air, dopo aver letto i post di kurai e mantellini.

Macbook Air

Dunque, a noi:
1. è figo
2. è incredibilmente figo
3. chi se ne fotte se ha una sola porta USB: se ho bisogno di attaccarci qualcosa sono in ufficio (o a casa), se sono in ufficio ho un hub usb (e un monitor extra, e un hard disk veloce). Se sono in giro e ho il laptop aperto o sono in un pub (con una birra pericolosamente vicina alla tastiera) o sono sul treno, ergo non voglio niente di collegato al computer.
4. chi se ne fotte se non ha la porta ethernet: l’ethernet del mio macbook si è bruciata un anno fa, e vivo benissimo senza.
5. chi se ne fotte se non ha il lettore dvd: ho cominciato ad usarlo solo di recente per colpa di Amazon rental (che a mio parere è molto meglio di iTunes movie rental) e ok, quando ho installato Leopard (minuto di lutto per l’upgrade meno riuscito della storia…).
6. 2gb di RAM di default. Sufficienti.
7. l’hard disk di default è lento.
8. l’opzione SSD è un sogno (nessuna parte mobile yeeeeeeeee! – il sogno di una vita da geek), peccato che sia costosa come il sangue. Considerazione: il costo delle SSD affonderà come un incudine nei prossimi mesi, il costo del macbook air probabilmente no. boooh!
8a. Il costo in generale (SSD a parte) trovo sia ok. Subnotebook significa più maneggevole, non più economico.
8b. La differenza di costi tra US e europa è oltraggiosa. Però si trasforma in una buona scusa per una gita oltreoceano (che non ho controllato ma secondo me un biglietto a/r con la differenza ci scappa) :)
9. 802.11n = mumble… non standard. Se non sbaglio WiMax dovrebbe essere inclusa nei Centrino a partire da Q3 2008… mumble…
10. Perché non ci hanno messo un’antennina EDGE (o altra tecnologia broadband mobile), sarebbe stato il perfetto strumento da lavoratore nomade? (ok forse avrebbe ucciso un po’ l’iphone…)
11. il touchpad è una figata. Però praticamente inutile imho, finché non sarà supportato da photoshop e compagni.
12. Come dice giustamente Massimo: è troppo grosso. Qui si aspettava un 12″, come il caro vecchio macbook pro. Accidenti, un 13.3″ può convivere al massimo con una pinta sul tavolino del pub!

Tutto considerato (specialmente il punto 2) direi che è un oggettino interessante e ci si fa un pensierino serio. Ma qui si aspetta la seconda generazione.