Monthly Archive for July, 2008

La curiosità del Nerd – commenti

Ma, nel luglio del 2008, come faccio a tracciare le conversazioni a cui ho partecipato o sto partecipando?
Non dico tutto quello che sta accadendo in un contesto (per quello c’è, ad esempio, BlogBabel). Dico quelle dove ho commentato, e che magari si riattivano a distanza di tempo.

La mail di followup è un’opzione, certo, ma non ce l’hanno tutti (io ad esempio mi dimentico sempre di installare il plugin, magari stasera lo faccio). Dovremmo spingere questa opzione?
CoComment c’è ancora? l’ultima volta che ho verificato il design era un po’ fermo al 2004 e boh, non mi sembra abbiano “scalato” molto (i top commenter hanno poche migliaia di conversazioni tracciate).
Gli rss per i commenti sono simpatici ma, sul serio, non credo di avere la pazienza di mettermi ad aggiungere feed all’aggregatore e poi toglierli dopo un tot. nah.

Oh, certo, FriendFeed e Facebook danno una mano, ma è, come dire, faticoso starci dietro. Personalmente mi ritrovo ad usarli come generatori di una sorta di Muzak della Rete.

L’Angolo del Nerd

Ieri sera stavo rispolverando (tra le altre cose) Netvibes in quanto vorrei sperimentarne l’utilizzo come piano di lavoro invece che come newsreader (credo che ancora per un po’ rimarrò fedele a NetNewsWire). Subito sono rimasto un po’ deluso: mi aspettavo più widget come dire, funzionali: il calendario ad esempio è molto rozzo, così come il widget per flickr. Mi sarebbe piaciuto poi per esempio poter avere più opzioni “personali”, come ad esempio un modo per poter scrivere sul proprio blog o tenere appunti più articolati del semplice webnote (che è piuttosto triste).
Dopo un po’ di smanettamento ho calpestato il mio uovo di colombo quotifiano: integrare in alcuni tab dei siti con funzioni “ricche”, ad esempio un wiki:
Wiki inside Netvibes
Ancora meglio se si può effettivamente passare in modalità “modifica”:
Edit Wiki inside Netvibes

Che differenza c’è tra questo e l’avere un browser con diversi tab aperti mi direte voi. Poca, in effetti, sebbene debba annettere che la “console” unica che incorpora tutti i servizi ha un certo fascino.
Il vantaggio da come la vedo io può venire dal combinare (all’interno di NetVibes) tab informativi (io ad esempio ne ho uno con tutte le attività / calendari e stream dell’universo Bzaar) a tab operativi (come il wiki, o il blog)

Sei ciò che dormi

Dopo mesi (9) passati a fare l’asceta su un divanoletto dalla scomodità degna di un fachiro integralista, ho infine ceduto alla tentazione e  sabato montato lui:

I can has futon!

e il mondo ha immediatamente assunto tinte più calde (complice il fatto che finalmente abbiamo sfondato la soglia dei 25 gradi! Yay!)

Il fine giustifica il medium?

Continuando sul mood di ieri, in pieno trip Watchmen-esco, stamani mi sono ritrovato sul treno a rimuginare sul dilemma dell’adeguatezza di mezzi e fini, che è uno dei temi principali della graphic novel (e suppongo del film).

Ovviamente, nella storia, i diversi personaggi assumono posizioni radicali in una direzione, nell’altra, o nell’indeterminazione. Pare essere una caratteristica degli avventurieri mascherati, quella di prendere posizioni assolute, nette, agli estremi dello spettro. Spesso finendo con l’incarnare ideali opposti, grottescamente analoghi nella sostanza.
Quando la verità (credo) così spesso si trova (se la si trova), in qualche pertugio frattale, persa in una sfumatura in continua, imprevedibile evoluzione. E se è difficile afferarla quando si guarda, anzi si ascolta a 360 gradi, come anche solo concepirla dai confini dello spettro?

Avventurieri mascherati, dicevamo. Forse ereditano questa concezione monotòna di morale ed etica dalle maschere teatrali, da cui discendono. O forse ci si ritrovano intrappolati da una volontà popolare, che si eccita e si riconosce più nello scontro che nell’incontro.

Maschere, dunque. Ma non sono anche io una maschera, io che ti parlo da questi 128px-quadri in b/n addobbati da un improbabile naso rosso? Non sono maschere i layout elaborati e le acute (o meno) declamazioni in 140 caratteri? E parafrasando il Poeta tutto il web un palco, ove siamo chiamati ad interpretare mille ruoli. Forse sì, o forse abbiamo trasceso questo bisogno di sintesi grazie alle mille sfaccettature esposte dalla nostra vanità e catturate, con fini più o meno altruistici, dal grande circo dei media (sociali, di massa, personali, poco importa). Non ho risposta a questo.

Torniamo quindi all’esempio iniziale, il fine giustifica i mezzi? Sì? No? È sempre vero? E se il mezzo ti danneggia? E se il mezzo danneggia chi ti sta intorno (vedi appunto Watchmen o, per chi non conosce la storia, pensa allo stratagemma di Heroes)? Dove cade il confine tra la maschera e l’individuo? Ci si può aspettare un comportamento migliore dall’uno o dall’altro? Cosa significa migliore?

Ed è proprio questo l’altro aspetto che mi incuriosisce: dalle maschere noi ci aspettiamo qualcosa. Che sia giustizia, saggezza, vendetta o passione, l’aspettativa nei confronti di un’icona è sempre alta. Una maschera non può fallire in questo. Significa quindi che le maschere non invecchiano? Non si stancano? Non evolvono? Di certo, si consumano (ho un paio di esempi a casa ;) ) e forse si rompono (non ho esempi, per fortuna, sono molto attaccato alle mie maschere). 

Non so. A me piacerebbe, oggi, poter dire di essere una maschera migliore di ieri.

Weekend update

Ok, non ho sviluppato i punti di cui sopra… ma ho una buona scusa!

Il trailer di cui sopra mi ha mandato in pappa il cervello per il weekend. Passato a recuperare info sulla storyline di watchmen e ordinare la graphic novel, dopo aver raschiato il fondo di wikipedia

Come cambia l’esperienza della lettura

Ok, questo post fa il paio con quello precedente. Se non li sviluppo in modo appropriato entro domani, qualcuno mi sgridi please.

Allora, l’idea è che mi sembra ci sia la tendenza generale ad assumere che la contrazione dell’atomo di comunicazione (libro -> articolo -> post -> tweet) faciliti il consumo e la digestione dell’informazione in esso contenuta.

Beh, sto osservando in questo periodo che come coi libri, che all’inizio leggevo nel dettaglio, passando poi a tendere a “scorrere” il testo, sono passato ad applicare nel tempo lo stesso comportamento agli articoli, poi ai post, ed ora è raro che legga un tweet dall’inizio alla fine: di solito semplicemente scorro la lista, prendo nota mentale delle “facce” attive nella conversazione, e mi soffermo sulle parole chiave che catturano la mia attenzione.

Suppongo abbia a che fare con la saturazione del canale. Ci dormo su.

Quando gli utensili hanno un’opinione

È stato l’argomento che mi ha accompagnato per tutta la giornata.
Ho abbozzato qualche appunto sulla neo-ritrovata agendina, domani tenterò di dargli una forma presentabile.

L’idea fondamentale deriva dal consueto adagio che gli oggetti in generale, ma le applicazioni (web) in particolare, siano portatrici di un messaggio (in quanto media). Ora, questo messaggio ne denota il carattere (vedi interessante video di Denise sul creare applicazioni con carattere).

Particolarmente efficaci secondo me sono le applicazioni che hanno non solo un carattere ma un’opinione (amazon, gmail e twitter sono esempi, dal più accomodante al più rigido, di applicazioni con un’opinione).

Allora quando progetti un’applicazione (un utensile, un documento, un qualsiasi portatore più o meno sano di un messaggio), diventa interessante comprendere l’equilibrio tra opinione e ascolto, ma anche il “linguaggio” che può essere utilizzato per condurre questa comunicazione. Un po’ come tra le persone, insomma.

P.S.: da verificare rapporto con la presentazione di Matt Webb “Products are People Too”, fatta a Reboot09. Siccome non ne ricordo esattamente i passaggi, urge ripasso

arrivo arrivo!

Ciao!

No beh, insomma… ci sono eh…

La scusa del periodo pienotto non la uso più tanto non è credibile immagino. Forse sono pigro, forse la mia identità digitale si è ormai totalmente disgregata (meno male che FriendFeed ci mette una pezza) ma sì io ci sono ancora e sto bene e la lavatrice ha perfino finito ad un orario umano senza svegliare il vicinato! Che si può desiderare di più dalla vita? :)

Però oggi ho ritrovato uno dei miei libricini per appunti. “Capirai” direte voi. E invece no. Non me l’aspettavo. Ieri ne avevo persino comprato uno nuovo… ed evidentemente questo si è sentito minacciato e zac, è saltato fuori. Assieme alla matita ikea, che è uno dei miei strumenti di scrittura preferiti. Assieme alla costosissima penna di Muji, giusto per bilanciare. E così ho ripreso a prendere appunti, sul treno per l’ufficio. Appunti sul fatto che stavo prendendo appunti, ma è un (nuovo) inizio.

Stamattina (prima del ritrovamento) ho anche ricominciato i miei esercizi di meditazione mattutini. Forse è per questo che il libricino è spuntato, chissà. Ora, per chiarire, non è che sia uno Jedi né tantomeno un bodhisatva (per quanto ogni tanto al contrario parlare mi riesce), ma nel corso di anni di pratica più o meno (di solito meno) assidua ho sviluppato la convinzione che attenzione e disciplina siano come muscoli ed un regolare esercizio mattutino è una efficace tecnica di “riscaldamento” per affrontare la giornata.

Su altri fronti, prossimamente dovrei riuscire a condividere il giocattolo che mi ha occupato gli ultimi weekend: si tratta di uno strumento nato per esplorare il servizio di geo-localizzazione di Yahoo (FireEagle) e che poi si è trasformato nel corso di qualche conversazione in un’applicazione vera e propria. Maggiori info presto su questi schermi.

Oh, visto che suz e Kurai (ad esempio) ci si sono dedicati ampiamente, faccio eco dicendo che a Londra non si parla che di iPhone. Specialmente per insultare O2 (che ha l’esclusiva al momento) visto che, nell’ordine:

1. il sito per la registrazione funziona(va?) solo con Internet Explorer… per cui mi dicono (wikipedia direbbe “necessita citazione”) che venerdì si è vista in Regent Street una cosa tipo MacGenius intenti ad installare vista via parallels per poter effettuare le attivazioni.

2. il sistema di registrazione di O2 E quello di Apple hanno entrambi fatto cilecca tra venerdì e sabato, non ho capito bene come, ma un mio collega stamattina non aveva ancora il telefono attivato

3. Pare che a qualcuno siano state date sim 2g-o-come-si-chiama, e che il risultato sia stato ricezione ridicola (oltre ad immagino altre rotture)

Io l’iPhone non ce l’ho (ancora). In compenso ho giocato a monkey ball e sono rimasto estasiato. Ora voglio Katamari Damacy però :)