ExperienceCamp, 500, no helvetica

Lunedi’ mattina, curiosamente nuovamente negli uffici di Sketchin, qui dove lo scorso weekend e’ cominciato, in occasione dell’ExperienceCamp.

Sabato mi sono divertito, molto.
L’ExperienceCamp e’ stato dal mio punto di vista un po’ un ritorno alle origini:
come in occaione del BzaarCamp, l’evento si e’ svolto in un ufficio; per questo motivo, anche in questo caso il numero di posti era limitato, e la “regola” del nessuno spettatore, solo partecipanti, ha assunto un peso importante.

Le presentazioni hanno scandagliato l’universo dell’experience design secondo diverse prospettive, dal design delle form di registrazione, all’evoluzione possibile della user experience, e non sono mancate presentazioni e anteprime di servizi “reali” (ad es. mikamai).

Io ho approfittato della presentazione di Luca per fare una breve carrellata di tecnologie che gia’ ammiccano al futuro dell’user experience (dal lilypad arduino a @towerbridge e @c8h10n4o2, passando per openspime) e Filo, la lista di letture “duepuntozero” che qualcuno di voi gia’ conosce e che possiamo considerare a questo punto in public alpha.
La presentazione “seria” era invece un ragionamento aperto sull’identita’ digitale come media, con l’obiettivo di introdurre OpenID, OAuth e DiSO.
Al solito discorso preparato in troppo poco tempo, spero si sia capito qualcosa. Autovoto: 5 di incoraggiamento.

Una prima versione delle slide la trovi su slideshare. Nota: scritta con OpenOffice su Eee. Non c’e’ l’helvetica (e non trovo le lettere accentate).

Sono felice che anche Nicola abbia apprezzato la modalita’ a tal punto da ventilare un prossimo evento negli uffici di Elastic (ups, era segreto? :) )

Grazie a Luca e alla fantastica squadra di Sketchin per l’ospitalita’ (in senso lato) e l’entusiamo.

Altre note dal weekend: venerdi’ subito dopo l’atterraggio sono passato dal morethanzero, dove ho assistito con interesse al panel sulla prosperita’ digitale. Due interventi particolarmente interessanti: Derrick De Kerchove ha puntualizzato che l’era del digitale e’ ormai storia, sarebbe meglio concentrarsi invece sulla prosperita’ del wireless; Joi Ito, tra le righe ha lanciato una frecciata al panel suggerendo che il motivo per cui alcuni Venture Capitalist (lui ad esempio) non investono in Italia e’ che occasioni come quella di venerdi’, dove l’argomento era “prosperita’ digitale”, si consumano all’insegna del sottolineare i problemi dello scenario italiano.

S’e’ affittata una 500 domenica. Qui la review in un twit.

La svizzera e’ un posto un po’ strano, dove ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi…

Per ora e’ tutto, mi rimetto in strada verso Malpensa, con un carico di risate e bei momenti, ed una borsa di componenti elettronici ritrovati in cantina, per riempire le serate a venire giocando un po’ con il saldatore

P.S.: se avete voglia di provare Filo, la registrazione e’ libera :) Inoltre c’e’ un google repository dedicato all’evoluzione e bugfix del giocattolo.

2 Reazione to “ExperienceCamp, 500, no helvetica”


  1. Avatar 1 Dafne

    Fantastica esperienza! È stato bello averti un po’ con noi!!! A presto

  1. 1 Digital Meadows » Blog Archive » ExperienceCamp

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