Monthly Archive for March, 2008

ExperienceCamp, 500, no helvetica

Lunedi’ mattina, curiosamente nuovamente negli uffici di Sketchin, qui dove lo scorso weekend e’ cominciato, in occasione dell’ExperienceCamp.

Sabato mi sono divertito, molto.
L’ExperienceCamp e’ stato dal mio punto di vista un po’ un ritorno alle origini:
come in occaione del BzaarCamp, l’evento si e’ svolto in un ufficio; per questo motivo, anche in questo caso il numero di posti era limitato, e la “regola” del nessuno spettatore, solo partecipanti, ha assunto un peso importante.

Le presentazioni hanno scandagliato l’universo dell’experience design secondo diverse prospettive, dal design delle form di registrazione, all’evoluzione possibile della user experience, e non sono mancate presentazioni e anteprime di servizi “reali” (ad es. mikamai).

Io ho approfittato della presentazione di Luca per fare una breve carrellata di tecnologie che gia’ ammiccano al futuro dell’user experience (dal lilypad arduino a @towerbridge e @c8h10n4o2, passando per openspime) e Filo, la lista di letture “duepuntozero” che qualcuno di voi gia’ conosce e che possiamo considerare a questo punto in public alpha.
La presentazione “seria” era invece un ragionamento aperto sull’identita’ digitale come media, con l’obiettivo di introdurre OpenID, OAuth e DiSO.
Al solito discorso preparato in troppo poco tempo, spero si sia capito qualcosa. Autovoto: 5 di incoraggiamento.

Una prima versione delle slide la trovi su slideshare. Nota: scritta con OpenOffice su Eee. Non c’e’ l’helvetica (e non trovo le lettere accentate).

Sono felice che anche Nicola abbia apprezzato la modalita’ a tal punto da ventilare un prossimo evento negli uffici di Elastic (ups, era segreto? :) )

Grazie a Luca e alla fantastica squadra di Sketchin per l’ospitalita’ (in senso lato) e l’entusiamo.

Altre note dal weekend: venerdi’ subito dopo l’atterraggio sono passato dal morethanzero, dove ho assistito con interesse al panel sulla prosperita’ digitale. Due interventi particolarmente interessanti: Derrick De Kerchove ha puntualizzato che l’era del digitale e’ ormai storia, sarebbe meglio concentrarsi invece sulla prosperita’ del wireless; Joi Ito, tra le righe ha lanciato una frecciata al panel suggerendo che il motivo per cui alcuni Venture Capitalist (lui ad esempio) non investono in Italia e’ che occasioni come quella di venerdi’, dove l’argomento era “prosperita’ digitale”, si consumano all’insegna del sottolineare i problemi dello scenario italiano.

S’e’ affittata una 500 domenica. Qui la review in un twit.

La svizzera e’ un posto un po’ strano, dove ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi…

Per ora e’ tutto, mi rimetto in strada verso Malpensa, con un carico di risate e bei momenti, ed una borsa di componenti elettronici ritrovati in cantina, per riempire le serate a venire giocando un po’ con il saldatore

P.S.: se avete voglia di provare Filo, la registrazione e’ libera :) Inoltre c’e’ un google repository dedicato all’evoluzione e bugfix del giocattolo.

Jumper

Jumper on WikipediaPensavo fosse la storia di un maglione abbandonato nella metropolitana. Mi illudevo.

In realtà c’è Anakin Skywalker che se ne va in giro per Roma senza pagare i biglietti della suddetta metropolitana, e Mace Windu, a cui nel frattempo sono ricresciuti i capelli (bianchi), che gli da la caccia armato di taser (la spada laser deve averla impegnata per la lozione tricologica).

La gnocca di turno nel mentre fa da soprammobile.

P.S.: leggo su imdb che Anakin interpreterà Case in Neuromante?!? Se è un incubo vi prego svegliatemi.

Andata… (e mo ritorno)

…e così il progetto che mi ha tenuto inchiodato in ufficio nell’ultimo mese e mezzo è finalmente live.
È stata un’esperienza straordinaria sotto diversi punti di vista, anche se credo non ripetibile a breve, pena la morte (mia, per cause geopoliticamente neutre).
Ora fatemi finire la settimana, collassare per 24 senza passare dal via, e poi vedo di ricominciare a blaterare come mio solito :)

Uscire dallo schermo

Da “giovane” non volevo saperne dell’elettronica. Né della fisica. Né degli ensemble di ottoni.
Le trovavo rozze, imprecise, un po’ goffe.

Poi ho scoperto il Jazz

e la giocoleria

e, sabato scorso, Arduino.

giro di notte fra le anime perse…

è la una e trentatré di un sabato appena nato.

Sono arrivato a casa da poco, con uno degli ultimi treni del venerdì sera. Appunto mentale: è possibile partire da London Bridge e arrivare in zona “utile” anche dopo mezzanotte, fico.

Sul treno osservavo gli altri occupanti del vagone, un variopinto assortimento di umanità e tutti con un tasso di sangue nell’alcohol sotto la norma. Io, appena uscito dall’ufficio.

Ciascuno dannato, a modo suo.

11 marzo, i croissant

Giornata volata, come troppo spesso accade ultimamente.

L’ufficio all’ottavo piano di un palazzo bianco di Fleet Street che mi ospita in questi giorni è bello e luminoso, nonostante i soffitti bassi; vedo St. Paul dalla finestra della cucina, e i tetti del west end dalla scrivania. Dev’essere stato giovedì scorso che, rimasto più tardi del solito in previsione di un lancio mai avvenuto, mi sono ritrovato incantato ad osservare le luci del southbank rifrangersi sul Tamigi e formare giochi d’ombre sulle facciate austere degli edifici.
L’architettura londinese, tutta gru e frullato di stili, continua ad affascinarmi.

Uno dei lati positivi dell’attuale collocazione è la passeggiata mattutina.
Da London Bridge a Blackfriars, circa 20 minuti di buon passo.
Se la sveglia non mi tradisce, tuttavia, cerco di arrivare con buon anticipo, e mi concedo una colazione a base di Monmouth coffee e croissant alle mandorle di Flour Power.
Il croissant alla (pasta di) mandorla costituisce per me un enigma. Voglio dire, in Italia le brioches da “bar” si somigliano, almeno esteticamente, un po’ tutte. E soprattutto si posizionano sulla stessa fascia di prezzo. Poi ovviamente ci sono quelle che fanno schifo, quelle buone, e quelle del giorno (mese, anno…) prima. La differenza nel prezzo caso mai la fa il contesto (ho la vaga impressione che una colazione al Caffé Florian valga almeno 3/4 menú mattina…).
Qui no. A Londra trovi croissant da “mercato” che partono dalle ~70p e approdano ad un glorioso due-sterline-e-venti-pence per il capolavoro di Flour Power (famosa anche per le brownie, ma di quelle parliamo un’altra volta).
Ma qui viene l’altra differenza… contrariamente a ciò che mi accadeva nel belpaese, dove ero solito cercare l’affare, qui la metrica è univoca e la valutazione palese: la roba che costa poco fa schifo, la qualità la (stra)paghi.
Corollario: l’assioma non vale solo per le brioches, ma si applica a più o meno tutto ciò che trovi su uno scaffale. Insomma adieu prodotti “generici” e linee economiche, a meno che non abbiate un apparato digerente a prova di armageddon e aspettative da fondamentalista asceta in fase asociale.

Mi rendo conto che servirebbe una documentazione fotografica a questo post… vedrò di rimediare :)

Nevicano Post-it, tra paccottiglia tecnologica e tecnologismi paccologici

Disclaimer: Questo è un post di/ad aggiornamento casuale sullo stato corrente della mia dipendenza da alta tecnologia.

Un paio di venerdì fa gironzolavo per Gatwick in attesa del volo (in ritardo cronico) e, sorpresomi ad armeggiare con malcelata goffitudine tra iPod, fotocamera digitale, Palm, macbook e relativi cavi/cavetti, espansioni, batterie, prese ed adattatori, mi dissi preoccupato della mia stessa “gargoyle-izzazione”.

10′ e 33″ dopo, dell’aereo non c’era ancora traccia, mentre il sottoscritto, in preda ad un curioso rimpallo di coscienza, si era aggiudicato un nuovo giocattolo.

Il piccoletto (battezzato, per i curiosi del genere, 09f9) si è rivelato particolarmente tosto: regge egregiamente skype in audio/video, ha tempi di boot comparabili ad un cellulare (la memoria di massa a stato solido aiuta) e, con 3 USB ed un lettore di SD integrato, è di gran lunga più integrabile dell’altro laptop con memoria a stato solido di cui si parla ultimamente.
Ultima nota, per gli aspiranti piccoli hacker: la scheda wifi dell’eee è notevole, e non dico altro :)

Tra gli aspetti migliorabili: la tastiera, alla quale col tempo ci si abitua, è vero, ma resta l’impressione che sia stata generata da un incubo infantile di Dvorak; il trackpad, che fa davvero tanto giocattolo Fisher Price; lo schermo, prodigioso per il prezzo che ha l’ambaradan, ma comunque troppo piccolo per la maggior parte delle applicazioni (imparerete ad amare la modalità full screen).

Fine primo capitolo.
Secondo capitolo.
Oggi arrivo in ufficio dopo un’assenza prolungata causa rapimento del sottoscritto da parte di un cliente particolarmente affezionato, e trovo sulla scrivania l’upgrade. Bye bye al blackbook più buggato della storia, ora potrò finalmente ruotare le foto dal trackpad! Woo-hooo!

Scherzi a parte, per il momento ho avuto modo di fare poco più che scartare il pacco regalo e installare quella manciata di applicazioni indispensabili… appena trovo il tempo di ricaricare WoW vi faccio sapere :)
Oh, e ho avuto problemi ad installare MySQL, la versione “ufficiale“. Non ho ancora indagato, ma semplicemente non parte. Amen, toccherà fare a mano.

Sempre in tema gadget e tecnologia, non vedo l’ora di smanettare con Arduino. Sono ormai diverse settimane che attendo con impazienza il workshop del prossimo weekend, pensando a cosa mi piacerebbe costruire con questa specie di LEGO Mindstorm troppo cresciuto… specie dopo aver visto dal vivo le prodezze di OpenSpime :)

Per finire la carrellata, chiedo scusa a chi ha provato a commentare invano negli ultimi post. Questo blog gira sulla versione di sviluppo di Wordpress (che si sta facendo veramente interessante), per cui accade spesso che le funzioni si “rompano” a causa di un aggiornamento un po’ frettoloso da parte di qualche sviluppatore.
È un po’ come giocare alla roulette russa, senza il rischio di farsi del male (che diciamocelo, se anche il blog dovesse smaterializzarsi, non sarebbe poi una grande tragedia ;) ), e col vantaggio di poter imbattersi in anteprima in qualche funzionalità interessante.

P.S.: se siete arrivati a leggere fino a qui, probabilmente potrebbe piacervi questo libro (che non ho idea se sia stato tradotto in Italia). Romanzo di fanta politica (molto fanta, di politica ci sono solo FBI, CIA, DoD e NSA che si pestano i piedi a vicenda) a sfondo pesantemente hi-tech, con largo uso di vocabolario specialistico, riferimenti e citazioni di genere. Manca della raffinatezza e dello stile di un Cryptonomicon, ma proprio per questo potrebbe risultare più immediato / divertente.

2 scuse (in conflitto) per gita a Londra

4 e 5 Aprile, Londra.

Ad un angolo c’è Over the Air, l’hack-day dedicato al mobail
All’altro angolo il Social Innovation Camp, che si propone come un’occasione di incontro tra web designer e persone coinvolte nel sociale per dare vita ad “idee in grado di cambiare il mondo”.

Che fare?