Monthly Archive for January, 2008

Metafore ludiche e specchi di coscienza

Archivio TumblrN.B.:Fantastico, wordpress mi si è mangiato il post (sì ok, colpa mia che uso la versione bleeding-edge-alpha-non-provarci-neppure), però che palle… ora vedo di recuperarlo, pazientate gente, pazientate…

[...]

dicevo, che mi capitava di scorrere le istantanee immortalate oggi sul tumblr e, ecco, noto un certo pattern. Rivediamole assieme:
. QRKillgioco metropolitano / mobile che prevede l’uso di cellulari cameramuniti e codici a barre 2D
. Passagegioco straordinario dalle innumerevoli finezze che descrive una (la) vita in 5 minuti.
. Foto still life ispirate al gioco Katamari Damashii
. Diagramma della vita segreta di un post


Chiaccherando con Matt Biddulph

Mercoledì scorso mi son ritrovato ad assistere Feba durante un’intervista a Matt Biddulph (CTO di dopplr), quelli che seguono sono alcuni passaggi che ho trovato particolarmente significativi, mentre per un resoconto più completo vi consiglio di fare riferimento ai post della socia.

L’origine di dopplr

Dopplr è stata messa in piedi da persone con un “day job”. La maggior parte del processo creativo, le prime fasi di design dell’applicazione, nonché il primo prototipo funzionale sono stati sviluppati nel giro di un weekend.

L’affitto dell’appartamento dove si è svolto questo weekend di brainstorming è stato l’unico costo sostenuto per dopplr fino a quel momento.
Lo sviluppo di Dopplr avviene utilizzando la metodologia Agile, e le release vengono solitamente identificate con il nome della città che ospiterà la prossima conferenza (a cui Matt e compagni partecipano con cadenza grossomodo mensile). Ciò serve, tra l’altro, a mantenere il team aggiornato e motivato (è bello anche per gli sviluppatori sapere di lavorare su feature sempre nuove), nonché a dare un ritmo allo sviluppo attraverso milestone improrogabili. Inoltre le conferenze sono ottimi momenti per annunciare le nuove feature!

Dopplr and open source

Il valore delle aziende di software si sta spostando dal puro codice al patrimonio (anche storico) delle informazioni gestite: Google potrebbe probabilmente oggi rilasciare i dettagli del suo algoritmo di ricerca senza dover temere alcuna competizione immediata, questo perché la grande G ha alle spalle 10 anni di esperienza e di dati sui comportamenti degli utenti e sulle modalità di ricerca. Inoltre, chiunque abbia lavorato in un’azienda informatica di medie dimensioni sa che il software è sempre troppo poco documentato, raffazzonato e/o specifico per essere riutilizzato semplicemente “così com’è”.
Rilasciare librerie e “pezzi di software” (come Matt ha fatto, ad esempio, nel caso dell’identity matcher) ti consente non solo di beneficiare del supporto e del contributo altrui, condividendone i vantaggi (o ottenendo prezioso feedback), ma funziona come proposito, con l’effetto di contribuire a modellare il mercato e quindi gli strumenti stessi nella “tua” direzione. Un esempio lampante è OpenID, sistema di autenticazione universale introdotto “dal basso”, con dovizia di dettagli tecnici e con un considerevole bagaglio di esempi di implementazione e di casi d’uso, e oggi (a distanza di pochi mesi) adottato anche dai “pezzi grossi” (Yahoo! e Google giusto per citare gli ultimi arrivi della settimana).

Consigli per chi vuole avviare una web startup (in Europa)

. Fai qualcosa che sai fare
. Fai qualcosa che userai / di cui avrai bisogno tu stesso
. Non passare mesi a sognare, fallo e basta. Puoi anche partire con un mashup che aggiunga valore a ciò che già esiste.
. Confrontati subito con il tuo mercato. Se devi fallire, fallo in fretta.
. Se sei a Londra, resta in contatto diretto con San Francisco: vai lì, partecipa agli eventi, alle cene, fai vedere la faccia in giro. Se non sei a Londra, resta in contatto con Londra prima e attraverso di essa con San Francisco.

Italia.it – quarta di copertina

Apprendo oggi da una tumblerata di Antonio che Italia.it ha definitivamente chiuso i battenti.
L’annuncio del taglio dei fondi al portale in realtà era arrivato credo un mesetto fa, ma era stato pressoché ignorato.

L’epilogo, pressoché inevitabile mi lascia però con un filo di amarezza, per quell’opportunità di dialogo che è stata l’esperienza di rItalia, che riuscì a solo un mese e mezzo di distanza dal lancio del sito a creare (attraverso un barcamp, quindi un evento destrutturato) un contatto/confronto diretto tra il comitato di sviluppo del portale ed un pubblico “attivo”.

L’ultima volta che ne abbiamo discusso con David (che aveva mantenuto i contatti “istituzionali), in occasione di una sua visita a londra poche settimane prima del definitivo taglio dei fondi, il comitato stava ancora aspettando che qualcuno, tra i prodi cavalieri della coda lunga si facesse vivo con delle linee guida precise ed una proposta concreta…

update: per chi fosse interessato ai dettagli sull’intera vicenda italia.it, vi invito a seguire scandalo italiano

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ok, non ho saputo resistere

a dire la mia sul macbook air, dopo aver letto i post di kurai e mantellini.

Macbook Air

Dunque, a noi:
1. è figo
2. è incredibilmente figo
3. chi se ne fotte se ha una sola porta USB: se ho bisogno di attaccarci qualcosa sono in ufficio (o a casa), se sono in ufficio ho un hub usb (e un monitor extra, e un hard disk veloce). Se sono in giro e ho il laptop aperto o sono in un pub (con una birra pericolosamente vicina alla tastiera) o sono sul treno, ergo non voglio niente di collegato al computer.
4. chi se ne fotte se non ha la porta ethernet: l’ethernet del mio macbook si è bruciata un anno fa, e vivo benissimo senza.
5. chi se ne fotte se non ha il lettore dvd: ho cominciato ad usarlo solo di recente per colpa di Amazon rental (che a mio parere è molto meglio di iTunes movie rental) e ok, quando ho installato Leopard (minuto di lutto per l’upgrade meno riuscito della storia…).
6. 2gb di RAM di default. Sufficienti.
7. l’hard disk di default è lento.
8. l’opzione SSD è un sogno (nessuna parte mobile yeeeeeeeee! – il sogno di una vita da geek), peccato che sia costosa come il sangue. Considerazione: il costo delle SSD affonderà come un incudine nei prossimi mesi, il costo del macbook air probabilmente no. boooh!
8a. Il costo in generale (SSD a parte) trovo sia ok. Subnotebook significa più maneggevole, non più economico.
8b. La differenza di costi tra US e europa è oltraggiosa. Però si trasforma in una buona scusa per una gita oltreoceano (che non ho controllato ma secondo me un biglietto a/r con la differenza ci scappa) :)
9. 802.11n = mumble… non standard. Se non sbaglio WiMax dovrebbe essere inclusa nei Centrino a partire da Q3 2008… mumble…
10. Perché non ci hanno messo un’antennina EDGE (o altra tecnologia broadband mobile), sarebbe stato il perfetto strumento da lavoratore nomade? (ok forse avrebbe ucciso un po’ l’iphone…)
11. il touchpad è una figata. Però praticamente inutile imho, finché non sarà supportato da photoshop e compagni.
12. Come dice giustamente Massimo: è troppo grosso. Qui si aspettava un 12″, come il caro vecchio macbook pro. Accidenti, un 13.3″ può convivere al massimo con una pinta sul tavolino del pub!

Tutto considerato (specialmente il punto 2) direi che è un oggettino interessante e ci si fa un pensierino serio. Ma qui si aspetta la seconda generazione.

Propositi 2k8

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