Lambada, a.k.a. il colpo di coda (lunga)

Ok, per intenderci, la giornata è cominciata con questo (per info vedi qui):

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Ora, ogni essere sano di mente, viste le premesse, dichiarerebbe che non è il giorno adatto per tornare in ufficio dopo due settimane di ferie e, girando i tacchi con nonchalance si approssimerebbe alla porta…
Il sottoscritto invece, notoriamente lungi dalla sanità mentale, che fa? Intavola un’amabile conversazione che, nonostante una partenza apparentemente innocua, precipita (o cabra, a seconda dei punti di vista) inevitabilmente verso lidi/vette concettuali ancora (per me) ammantati da dense nubi composte da un misto di morale, pensiero soggettivo, idee preconcette.

Ora, che il fumo sulla capitale si è finalmente diradato, piacerebbemi tornare sul luogo del delitto e provare a tracciare una mappa con maggior dettaglio, sicché future navigazioni in queste acque risultino meno insicure. Anzicheno.
Vado indi senz’altro ad introdurre l’argomento:

Idraulica della società
Si parla di persone, e di relazioni, guarda a caso. Si parla del peso di queste relazioni.
Si parla, in pratica, di reti sociali. Che, tanto per essere chiari, non sono facebook, ning o blablablr (no, questa non esiste, ma sarebbe un successone), ma quella rete invisibile di legami che connette ognuno di noi a tutti gli altri individui di cui conosciamo qualcosa tramite un arco.

Di grafi e di reti

Ora, nel momento in cui vogliamo definire cosa sia questa connessione, le cose cominciano a complicarsi.
Ho usato la parola “arco” di proposito, in quanto appartenente alla teoria dei grafi.
Quest’estate ci fu un’interessante discussione sull’opportunità o meno di utilizzare il termine “social graph” in sostituzione a “social network” per descrivere questo concetto.
A riguardo della diatriba dirò solo che a mio parere tanto vale evitare confusioni ed utilizzare, a scopo divulgativo, il più diffuso social network, siccome “grafo” è comunque una semplificazione del concetto.

Aria sulla quarta corda

Semplificazione dicevo, in quanto quello sociale è quantomeno un grafo ad “incastro”: ogni nodo, che nell’accezione comune di rete sociale rappresenta un individuo, è in verità l’insieme delle persone interpretate dall’individuo in questione, ed un arco, o legame tra due nodi, è in realtà il legame tra due “rappresentazioni” dell’individuo, tra due persone.

prima o poi qui metterò un grafico, promesso…

Inoltre, il legame tra due persone può essere molteplice: possono esistere infatti diversi archi che connettono due persone date: media diversi creano aspetti relazionali diversi, ognuno con un differente peso (pregasi notare che il corpo, così come i sensi, sono da intendersi qui come media).
Ne segue anche che, vista la natura soggettiva della percezione e dell’esperienza, il peso del legame può variare a seconda del verso (chi io considero amico potrebbe non condividere questa opinione).
Insomma volendo immaginare di visualizzare i legami tra due persone, ordinate per spessore (peso), potremmo ottenere qualcosa di non dissimile da questo:

Pianoforte

A complicare le cose, potremmo generalizzare ed affrontare le reti di idee, ma, con permesso, glisserei sull’argomento per ora…

La coda lunga e l’effetto iceberg
La coda lunga, un po’ come le reti sociali, non è un fenomeno nuovo della Rete.
È la legge alla base della distribuzione della ricchezza e degli usi lessicali (purtoppo, oserei aggiungere in entrambi i casi), così come di numerosi altri fenomeni.
Dato un insieme di elementi (popolazione), questa distribuzione prevede che ci sia un sottoinsieme (limitato) dotato di grande ampiezza (o valore), seguito da un sottoinsieme la cui ampiezza è minore e diminuisce gradatamente.
Ora, i modelli di business “tradizionali”, costruiti su di un’infrastruttura mediatica monodirezionale e quindi poco “raffinati” erano soliti fare riferimento alla testa di questa distribuzione, in quanto più facile da individuare e soddisfare (poca varietà, elevata incidenza): la testa della distribuzione rappresenta, per questo tipo di corpo esteso, la parte emersa (visibile) del mondo.
Ciò che i nuovi media hanno permesso è stato di guardare sotto questa “superficie”, o se preferite di far emergere (chiedo scusa, amo questo termine) una porzione maggiore della popolazione.
Citando la definizione data da Amazon:

«Oggi abbiamo venduto piú libri tra quelli che ieri non sono affatto andati di quanti ne abbiamo venduto tra quelli che ieri sono andati»

La Rete, ed in particolare la sua natura bidirezionale e partecipativa, costituisce quindi un’estensione dei nostri sensi in grado di percepire ed individuare questi segnali deboli.

Legami deboli

Torniamo, ora, al concetto di rete sociale.
Se la osserviamo alla luce dell’idea di coda lunga, è facile vedere come la popolazione di una rete sociale emetta alcuni segnali forti (corrispondenti ai contesti o territori comuni più esposti, come città, comunità linguistica, magari squadra del cuore o band preferita), ed una serie di segnali deboli (amanti degli scritti di McLuhan, del teatro di strada e dell’architettura in terra cruda, per esempio).
Da sempre esistono strutture di aggregazione che rispondono ai segnali forti (la piazza / agorà, il centro di cultura Italiana, il golf club, la fanzine); la Rete ha, in questo caso, esposto (fatto emergere) i segnali deboli e fornito al tempo stesso la piattaforma sulla quale creare strutture di aggregazione adatte a questo tipo di segnali.

Melodia, Armonia e Risonanza

Per concludere, proverò a speculare brevemente sul come la relazione tra coda lunga e reti sociali modifichi lo scenario delle relazioni dell’individuo.

Abbiamo visto che le reti sociali espongono, attraverso i legami tra i nodi, i territori comuni tra di essi e quindi, per così dire, l’interfaccia “pubblica” dei nodi stessi. Mi spiego: il fatto che io frequenti molto il “territorio” della linguistica (cioè che io abbia molti “archi” che mi legano a linguisti o che sono stati generati in occasione di studi linguistici) porta il mondo a dedurre che io sia appassionato di linguistica. L’insieme di queste deduzioni costituisce quella che ho chiamato interfaccia sociale “pubblica”. Ora, essa in parte è verà, ma è anche vero che, nell’esempio di cui sopra, viste le premesse sempre più linguisti mi cercheranno, e di conseguenza il sistema risulterà “drogato”. D’altro canto, questi semplici sillogismi sociali sono un motivo del successo di “convenzioni” come i golf club ed i circoli del bridge.
Detto questo, cosa accade quando abbiamo un media in grado di scandagliare i legami deboli?
Ho bisogno a questo punto di recuperare il concetto di reti di idee, sul quale avevo glissato in precedenza.
Se esiste infatti un’interfaccia sociale “pubblica”, ogni individuo ha anche un proprio sistema di valori in base al quale si rapporta col mondo (e col prossimo). Questo sistema altro non è che una rete (grafo, per la precisione) che collega l’individuo all’insieme dei suoi archetipi, ideali, soggetti e contesti attraverso archi che ne esprimono il peso e la frequenza di contatto.
Ora, tipicamente minore è la frequenza, più debole è il legame “visibile” (pubblico); tuttavia non è detto che il peso nel mio sistema di valori sia inferiore a quello di un legame ad alta frequenza. Per esempio io ho pochissimi legami visibili con il mondo della musica classica, eppure basta leggere questo post per capire che la teoria della musica ha avuto un peso enorme nella mia formazione.
Per tornare alla domanda e concludere (davvero questa volta), in presenza di media sufficientemente “sensibili”, avremo reti sociali in cui sono palesati anche i legami deboli e dove gli individui sono finalmente in grado di aggregarsi in base ad una mappa molto meno grossolana e quindi più affine al territorio “sociale”.

Inoltre, in questo scenario, al contrario del precedente, non sono tanto le passioni urlate, conformiste o mondane a fare la differenza, ma l’intreccio di affinità intime in grado di creare accordi che si combinano in un’armonia.

Personalmente, l’esperienza di questi ultimi anni, in cui sono stato profondamente coinvolto nell’evoluzione e diffusione dei media sociali, mi ha fortementente convinto del potenziale di quanto appena descritto.
Mi ritengo immensamente fortunato perché, giorno per giorno, ho la possibilità di entrare in contatto con persone speciali, che fino a qualche anno fa avrei ignorato per mancanza “apparente” di punti di contatto, il “segnale” occultato dalla scarsa “definizione” degli strumenti a disposizione. Ed è bello (anche se un po’ shockante) pensare che ce ne sono sicuramente molte ancora da incontrare.

Domande aperte

Una di queste persone oggi mi ha condotto a considerare anche che due strumenti accordati opportunamente possono non solo creare un’armonia ma entrare in risonanza.

diapason

Ora, questa è una condizione tanto affascinante in musica, quanto potenzialmente disastrosa in meccanica.
Fatto sta che mi piacerebbe capirne di più.

E con questo, all’alba delle 01:30am, vi auguro la buona notte.

P.S.: colgo l’occasione, parzialmente in tema, per augurare una buona cena lunga a tutti i fortunati partecipanti :)

4 Reazioni to “Lambada, a.k.a. il colpo di coda (lunga)”


  • Bentornato! :-)

  • Ehi tu, signor Bru che un tempo scrivevi e ora twitti e basta (non abbastanza)…non sarebbe il caso di ricominciare?
    Già solo questo post sarebbe un valido motivo. :)
    A presto!

  • spettacolo, spettacolo. thanks god there’s the internet perchè mi accorgo all’ultimo che sto post è di sei mesi fa meno male che è rimasto

    ora me lo stampo e lo rileggerò due o tre volte prima di farmi un’idea, però mi s’azzecca una cifra su un pensiero che rimugino spesso sul tema “le social network digitali non rappresentano le relazioni reali”

    ora, a parte il problema della migrazione, l’unica idea (idiota, sorry) che mi è venuta è che nelle piattaforme attuali non è di solito possibile aggiungere informazioni *esplicite* e di tipo *qualitativo* sulla tipologia delle relazioni

    e.g. di solito non posso definire un “peso”, né tantomeno una “qualità” di una relazione, che mi sembra venga più spesso definita invece da fenomeni quantitativi. accenni questi temi in “aria sulla 4a corda” e in “melodia…” ma non son sicuro di aver capito bene

    la mia domanda è se non sia invece possibile concepire un sistema che, oltre a palesare i dati quantitativi generati dalle mie relazioni, mi consenta anche di qualificarle esplicitamente. non sto pensando alle folksonomy ma il parallelo sorge spontaneo

    in altri termini ancora aggiungo un termine alla tua frase: “La Rete, ed in particolare la sua natura bidirezionale e partecipativa, costituisce quindi un’estensione dei nostri sensi in grado di percepire ed individuare questi segnali deboli”. In grado… *potenzialmente*. In realtà i segnali della coda, ancora, tendono a scivolare via. e quindi mi chiedo se non ci sia un sistema migliore per facilitare l’emersione di ciò che noi desideriamo emerga, anche nelle relazioni e quindi nel grafo che potrebbe descrivere le mie attività. non potrebbe essere un empowerment di un certo interesse?

    perdona il delirio, mi muovo in un campo nn mio con le sole armi dell’intuito e del ragionamento :)

    aggiungo una nota musicologica. il fenomeno di risonanza (tra due singole corde, in realtà, o corpi risonanti, più che tra due strumenti) è anche detto di “simpatia”. suono una certa nota e le onde sonore fanno vibrare anche un’altra corda sulla stessa frequenza, stessa ottava o sopra o sotto

    ora la cosa buffa è che “simpatia” deriva dell’unione delle due parole greche “sym” e “pathos”: “sentire insieme”… ;)

  • svaroschi: ok, mo, mo me lo segno…

    dottavi: wow! Grazie del commentone. Prima o poi rispondo con la parte II :)
    In breve, è già possibile dare una caratterizzazione qualitativa alle relazioni (vedi XFN, che è supportato da wordpress ma anche da flickr e altri).
    Quanto alla risonanza, potremmo aprire un intero capitolo sugli armonici: interessante che il suono prodotto sia in realtà un fascio di frequenze date dalla principale, il doppio (ottava superiore), il triplo (quinta) e così via… il parallelo con le reti sociali potrebbe farsi molto interessante: risuono con chi mi è simile ma anche con chi posso creare un accordo? :)

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