Alessandro cita Bakunin, Io cito Alessandro.
(2)Monthly Archive for June, 2006
…sto scoperndo che i blog possono aiutare a far emergere gli aspetti invisibili delle conversazioni.
Aggiungono una dimensione non solo asincrona, ma anche introspettiva, alla conversazione, qualcosa che era assente anche nel media più asincrono per eccellenza: la corrispondenza (elettronica o no): quando scriviamo sul blog siamo soli, è come scrivere su un diario. Scriviamo (salvo eccezioni) per una platea generica e non per un’individuo specifico, e nel fare questo siamo, credo, più liberi da maschere e “meccanismi” di mediazione. Come dicevo: Questa caratteristica, quando usata in combinazione con una conversazione tradizionale, crea uno spazio per l’approfondimento, dove abbiamo l’interessante possibilità di curiosare “dietro le quinte” della rappresentazione offerta dall’interlocutore.
Technorati Tags: conversazioni, maschere
Causa scadenze (e, ammettiamolo tre “notti bianche” di seguito), mi sa che la mia presenza al flickr meeting sia fortemente in dubbio. Sorry.
(8)Delle inquietudini nella frase mi manchi.
In attesa del volo per Malpensa, mi godo la wifi dell'aeroporto. Sto diventando un gargoyle (cfr. SnowCrash).
Tra una cosa e l'altra mi sa che riuscirò ad essere a Milano solo domenica… e forse venerdì sera. Per chi fosse interessato a fare due chiacchere e scolarsi qualcosa assieme domenica sera… tenete d'occhio un tram illuminato a giorno dai flash di una cinquantina di flickriani ;)
Ai romani do invece appuntamento la prossima settimana: dovrei passare da quelle parti tra giovedì e venerdì.
(4)La storia infinita del contributo video sembra essersi finalmente (e felicemente) conclusa.
In questo momento YouTube sta ancora masticando il filmato, ma dovrebbe essere questione di minuti…
Grazie all’infinita pazienza di Leandro, la collaborazione di Lee, alla banda di Apple ma soprattutto all’hummous e al té alla menta degli Hummous Bros (che hanno anche garantito la larghezza di banda e la tranquillità mentale necessaria al caricamento su youtube :)… se passate da Londra andate a trovarli, sono in Wardour street 88.
Approfittando dell’architetto che sto ospitando in questi giorni, mi sto godendo (ufficio permettendo) la biennale dell’architettura di Londra.
Al di là delle installazioni e delle piacevoli sorprese nascoste in angoli impensati della capitale, queste escursioni (forse tour-de-force sarebbe un termine più adatto) stanno avendo l’effetto di farmi scoprire zone di Londra che per me erano ancora vergini. Ho ad esempio apprezzato molto Clerkenwell, così come Oval (che con la Biennale non c’entra nulla, ma ci passava l’autobus che ci ha riportati a casa).
Tra le varie installazioni, abbiamo visto una buffa struttura alimentata (a detta del volantino) da una cella ad idrogeno avente lo scopo di fornire un’oasi di tranquillità nel caos cittadino, attraverso l’utilizzo di raggi ultravioletti (per simulare il sole), musica, ozono, ossigeno in quantità e isolamento acustico. Noi siamo arrivati tardi e non l’abbiamo potuta provare, tuttavia la somiglianza con i “robot mietitori” di Matrix era piuttosto inquietante.
Questa sera alla Tate ci sarà una conferenza dal titolo Regeneration su (se ho interpretato bene la didascalia dell’evento) il predisporre la città per l’invecchiamento e in generale l’archeologia sostenibile. L’argomento mi sembra interessante, magari ci faccio un salto.
Più in generale questi giorni sono serviti a farmi prendere coscienza dell’urbanistica essenzialmente caotica che contraddistingue Londra. E che forse ne è davvero la caratteristica principale, alla base del suo fascino e del suo stridente carattere. Non posso dire di apprezzarlo razionalmente eppure mi coinvolge e mi appassiona. È come avere costantemente di fronte agli occhi un gigantesco libro di storia, che ti racconta tutti gli accadimenti, le idee e le mode che si sono inseguite nei secoli.
Technorati Tags: architecture, biennale, london, londra
Ho avuto bisogno di ventiquattr’ore (quasi) offline e soprattutto lontane da iSight e video encoder, giusto per rigenerarsi dopo la folle corsa al video con inciampo sul filo di lana degno di essere promosso al ruolo di aneddoto per il futuro.
Oggi torno alla Rete per curiosare alla ricerca di considerazioni su Frontiere.
Segnalo in particolare l’ottima serie di post di Folletto (1, 2, 3, 4, 5) per chi vuole una panoramica sulla giornata e questo post di Fabio Sergio per alcune considerazioni sui “dietro le quinte” di uno speech ed in particolare sull’argomento dell’ubiquitous computing e l’Internet of Things (mi piace questo concetto).
