Sono almeno un paio di settimane che non seguo, ahimé, i notiziari italiani.
Fortunatamente la magia della rete e del passaparola fa emergere inevitabilmente le notizie importanti.
Sfortunatamente a volte, come in questo caso, queste notizie sono tristi.
Luca Coscioni, che ho conosciuto (seppur indirettamente) e imparato ad ammirare durante il periodo di collaborazione con srlabs, è mancato qualche giorno fa.
Lo saluto con rispetto, nella consapevolezza di avere in minima parte contribuito al diffondersi del suo messaggio, e nella speranza che questo possa crescere attraverso coloro che se ne sono fatti ambasciatori.
E’ una cosa che medito da qualche giorno.
Nessun retropensiero, nessun sottotesto.
Solo un’innocente constatazione ornitologica.
Londra è una città di corvi e gabbiani.
Google mette a disposizione 100mb e un editor molto web2.0 (pure wysiwyg, bah…). Ad esempio…
(0)
Un po’ fuori forma per affrontare l’Open Knowledge meeting, ho deciso di approfittarne per vagare per un po’ senza meta per il centro… beh proprio proprio senza meta no, lo ammetto.
Vi sto scrivendo infatti da un gioiellino di iMac Intel, nella zona di “cazzeggio libero” dell’Apple store di regent street :)
La foto che vedete qui a fianco l’ho scattata con l’iSight (telecamera) incorporata. L’effetto sepja e’ gentile omaggio di photobooth (programmino per cazzeggio egoccentrico estremo fornito con i nuovi mac).
…o della Lunga Coda dei Commenti
Mi scuso con quanti hanno già letto questo mio delirio su blogitaliani (ma come, c’è qualcuno ancora non iscritto?!? Su, su, muoversi e contribuire!), ma l’argomento mi sta prendendo molto quei pochi indaffarati neuroni che mi restano e vorrei evitare di lasciarmi sfuggire eventuali contributi.
Tra le note a margine (per chi legge da feed), il blog ha subito qualche leggera modifica di ispirazione bonsaiana… se vi va fatemi sapere che ne pensate delle postille a fianco invece che in mezzo alle p… ai post.
Il messaggio che da il titolo a questo post invece lo trovate cliccando qui sotto.
Continue reading ‘Il filo di Arianna nel vaso di Pandora’
Ehy, in cucina non avrò la cappa, ma l’aspiratore in dotazione sta creando il vuoto pneumatico. Temo la porta imploderà presto… nel qual caso questo blog diventerà molto, molto splatter.
(3)
Mi metto a giocare con il webserver. Siete avvertiti. Potrebbe accadere di tutto
(5)
E voi pensavate che scrivessi di San bacio perugina? Fregati!
Capita infatti che oggi sia una ricorrenza BEN più importante: un mese di londritudine. Di cose ne son successe già parecchie, a partire dall’ufficio, all’esperienza di ricostruirsi un’identità oltre-confine, alla convivenza col caffé solubile, il bollitore dell’acqua sempre in funzione ed il pranzo “quando capita”.
Ma queste sono cose che ho già più o meno scritto.
Su flickr sono anche comparse le foto della nuova casa, a cui mi sto rapidamente affezionando, pur ricordando ancora con un po’ di nostalgia la cuccia a Milano…
Quindi cosa non ho ancora scritto? Delle cose che mi mancano essenzialmente. Volendo citare una cara amica sono i corpi caldi, quelli che non stanno in valigia. E a parte quello mi manca la musica. E non parlo della 20na di giga di materiale discografico sintetizzato sull’hard disk del powerbook, ma della possibilità, piuttosto, di scriverla, di interpretarla.
Forse è l’essere costretti ad utilizzare una lingua aliena tutto il giorno, non lo so, fatto sta che entro questo fine settimana mi procuro uno chitarra. E’ un bisogno. E non invidio i vicini ;)
P.S.: tanti auguri a Lu, che oggi diventa un po’ più saggia.
P.P.S.: grazie a Régine per la foto allo storyboard ed il relativo post.