L’altra sera, nel bel mezzo di una conversazione londinese, è emerso il nome di questo Robert Mapplethorpe: Dan, fotografo italiano trapiantato sulle sponde del Tamigi, mi informava di questa mostra sensazionale e di come non se la possa perdere, perché in inghilterra le sue pubblicazioni sono pressoché introvabili (nonché in parte censurate).
Oggi faccio un giro sui weblog del vicinato e trovo un simpatico post a riguardo sul blog di Axell. Per la serie: perché cercare le notizie quando sono loro a cercare te? :D
Scherzi e coincidenze a parte: Robert Mapplethorpe, dal 8 ottobre al 1 gennaio a Torino.
Per ora non dico nulla di più, ma sono molto curioso :)
Bene, vedo anche che hai scoperto il mio fotografo preferito (beh dai, diciamo il secondo, anche se è stato il mio primo amore).
Adoro il fatto che sia così fortemente tradizionale nei ritratti, sconvolgendoli al tempo stesso con geometrie nuove del corpo umano, molto spesso aiutate anche da elementi esterni che ne completano l’armonia.
Ecco, credo che armonia sia il termine giusto che rispecchia le sue opere….fantastico…davvero…
Sapevo di Torino e non sai quanto vorrei andare…alla prima occasione agguanto un treno al volo…non si sa mai che ci si riesca pure a vedere… ;)
Dai, accettasi prenotazioni per torpedone. :)
Mappelthorpe? Parto! quando si va???
Lolita: uhm, famo o venerdì o sabato prossimo? più in là non riesco a vedere ;)
ma poi tu sei gia’ andato ?
@wuti: not yet. Sabato è stato dominato dalla falegnameria svedese… brrrr
cioè seghe al freddo ? dai organizziamo!
scusa metto un altro commento per farmi arrivare la notifica via mail che mi ero dimenticato, prima, se vuoi puoi anche cancellarlo, dopo.
Hmm sabato prossimo ho il linux-day ad Alessandria… Domenica? Ma è aperto la domenica?
Altrimenti rimandiamo alla settimana dopo che qui a milano abbiamo il megaponte di santambrogiopiùimmacolatapiùnonsocosaltro.