Monthly Archive for October, 2005Page 2 of 14

L’aurea sonata

Sì insomma oggi sono andato lì, anzi ululì, anzi all’UPO e c’era questa cosa, no? Questa cosa che ti mettono lì in piedi con dietro un telone bianco e delle lucine che ci disegnano le figure e davanti quattro o cinque professoroni tutti impettiti e doppiopettuti (quasi tutti, che il maglione a qualcuno piace ancora per fortuna) e ti dicono dica, dica pure e tu ci pensi un po’ su e gli racconti una storia.
Ma mica che poi può essere una storia qualunque: innanzitutto deve avere un capo e una coda. Cominciano tutte con sberle di frasi in qualche oscuro linguaggio tecnocratico e finiscono con “ho imparato molto e grazie”.
Io ci penso un po’ su, che mica può essere una storia qualunque (deve avere un capo e una coda, no?) e guardo il capo, perché il capo è sempre il capo, e la coda, che era lunga, ma luuuunga, che quasi conveniva tagliarla perché sennò finiva per pesare più del capo, e quello no, non lo si può tagliare. Perché è il capo, appunto.
Dicevamo? Ah, sì, che mentre facevo ’sti pensieri ho capito perché tutti cominciano con le sberle tecnologiche, che è un po’ come farsi una bella pista prima di fare il salto nel buio e hmmm-mmmm, riparti di slancio! E va-va-vuma eccomi qui, niente sberle tecnologiche ma due neologismi en passant.
E poi le arance, arance dappertutto, che mi piacciono un casino, le arance, e la vitamina C fa bene alla salute. E poi era un piccolo tributo, ma questa è un’altra storia.
Due neologismi, tante arance, e il grazie in fondo. Quello l’ho messo anche io.
I disegnini sulla parete li ho collezionati, sono qui.
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