Sedendo e mirando sugli alberi le foglie m’illumino d’immenso

Il laboratorio si è trasformato in aperitivo, l’aperitivo in cena, e la cena in chiacchierata tra amici.
Ora, appena giunto a casa dopo quest’intensa esperienza, poca energia è rimasta per ripercorrerla con dovizia.

Dirò solo che…

…l’azione si è incentrata prevalentemente attorno al valore delle parole e del loro rapporto col silenzio, attraverso una serie di semplici esercizi di filtraggio e/o ristrutturazione.
Bellissimo vedere come, prendendo in considerazione una parola alla volta, il significato di un testo (ma lo stesso discorso potrebbe valere anche per un film, un quadro, una musica o un volto n.d.Bru) questo emerga progressivamente dalla bruma luminosa delle infinite possibilità.
Urca come parlo strano.

Beh, a tutto ciò è seguito un sadico rituale di smembramento, compressione, sintesi e didascalizzazione collettivo. Con tanto di illustre vittima sacrificale: l’infinito leopardiano.

Ha concluso l’incontro l’intervento di Umberto Casadei, che ha portato alcuni interessanti spunti sul silenzio (in particolare su quello interiore); uno su tutti (cito a braccio e chiedo venia in una sol mossa):

“io sono uno che non sta zitto mai [...] il silenzio quindi proprio non lo conosco [...] l’unica volta che l’ho percepito, è stato in seguito ad un trauma [...] dopo alcuni secondi, sono ricomparsi i rumori: l’acqua, gli uccellini, l’aria, ma come disgregati”.

Che scritto così mi rendo conto che non ha tutto l’effetto che dovrebbe/potrebbe, ma vi assicuro che per me è stata un’epifania.

Fine dell’avventura quindi. Con Giulio l’appuntamento è alla Fiera del Libro di Torino.
Un grazie di cuore a tutti i compagni di classe che si trovassero a passare di qua ed in particolare a Marco, per aver organizzato l’ambaradan.

5 Reazioni to “Sedendo e mirando sugli alberi le foglie m’illumino d’immenso”


  • Oh, …. uff…come già dissi a Marta, credo, solo dalle vostre parti, nordisti che non siete altro, ci sono tutte queste serie di eventi.
    E non mi riferisco alla scrittura creativa, che pure deve essere un esperienza decisamente positiva (leggendo quel che dici) ma parlo anche di fiere, saloni di questo e saloni di quell’altro, del libro del mobile, dell’auto, fotografia, arte, bla bla bla…

    Mi sento chiuso in una città noiosa dove NON SOLO non si muovono iniziative culturali, ma si cerca persino di ridurre la celeberrima estate versiliese ad un mero banchetto del mercato.
    Giorni di sfruttamento estivi poco più di 120 (a seconda del meteo), numero di eventi richiesti nella totalità dei locali e degli stabilimenti balneari : 64

    Numero di eventi concessi dall’assessore sport e cultura : 21

    Io vivo in una città morta e noiosa, che si accorgerà troppo tardi che, oltre alla fuga dei cervelli esiste anche la fuga delle minigonne, come la chiamo io. Saremo un branco di vecchi pieni di bar sport e quiete.

    Che-due-palle.

    Scusa lo sfogo.
    A.

  • Oh wuti! Smettila di fare il noioso e organizziamo un minimeeting a torino domenica prossima piuttosto!

  • sono da liz a C* questo weekend e il weekend dopo a U*
    :(
    Venite a C* ed organizziamolo li questo weekend ! No ? ;-)

    Il noioso

  • Amico mio, c’è solo una cosa che, forse, potrebbe dissuadermi dall’andare questo weekend a Torino.
    E tu non puoi offrirmela, sorry ;)

  • ahaha ho letto adesso la tua risposta.
    Si è vero io non posso offrirtela ma magari chiedo a liz se ha un’amica
    che possa farlo al posto mio !

    (amore, nel caso dovessi leggere queste righe, non sto insinuando che
    hai amiche facili, dico solo che esistono persone più libertine, non fraintendere, uh ? )

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