Qualche tempo fa, mi è capitato di leggere, dopo un sacco di tempo, un albo di fumetti.
Si trattava del secondo capitolo di Rigel, dell'italianissima e decisamente dotata Elena de' Grimani.
È stata un'esperienza quantomeno interessante. Tanto per cominciare, mi sono reso conto di non essere più abituato a leggere i fumetti... o di aver cambiato approcio, forse.
La dove prima passavo le mezz'ore ad analizzare i dettagli, l'espressione, ogni singola frase, ora tendo a mantenere una visione d'insieme, e a procedere molto più rapidamente nella lettura. È una sensazione strana, ma non è tanto legata alla superficialità quanto proprio alla visione d'insieme, al cercare di catturare il quadro generale, la struttura soggiacente, che da equilibrio e movimento alla tavola.
Poi si sono scatenati in me una moltitudine di "nastri", legati al mio passato: la voglia di ricominciare a disegnare, a scrivere un racconto, un libro, una sceneggiatura, in pochi istanti mi ero trasferito dal divano di casa mia ad un set cinematografico hollywoodiano, dove si stava girando l'ultima di una lunga serie di mie produzioni... argh!
Poi silenzio, e una voce: "resta qui". Che fatica, però! Che pace, però!
Grazie, Elena.
