giovedì sera mi è accaduto un fatto singolare:
finita la lezione di giapponese, ho deciso di tornare a casa in metropolitana.
Niente di sconvolgente, fino a qui.
Fatto sta che, salito con fare totalmente meccanico sulla vettura, qualcosa mi ha svegliato. C'era qualche particolare al posto sbagliato, ma ci ho messo qualche istante a rendermi conto che la luce era spenta.
Quando il treno si è mosso, è cominciata una visione piuttosto inquietante, o divertente, a seconda del punto di vista: tutte le persone nella mia carrozza erano o visibilmente in imbarazzo, o ostentavano indifferenza chiacchierando ad alta voce col vicino, o si richiudevano nel loro mondo col supporto del cellulare... una dozzina di volti illuminati dalla luce spettrale, verde o arancio, dello schermo LCD...
C'è anche un fisarmonicista ambulante che imperterrito continua a suonare una musica consumata, il cui ritmo è ormai tutt'uno con l'ipnotico frastuono della metropolitana.
Io sono in piedi, e osservo, osservo.
Incrocio lo sguardo di una ragazza al mio fianco, lei si mette a ridere, una risata nervosa. Alla prima stazione fugge via.
Mi sento Dylan Dog mentre, calato in qualche scenario da incubo, si aggira in una città popolata da spettri e morti viventi.
E nonostante questo mi sento leggero, ed esco dalla metropolitana carico di buon umore.
